Nous Videos #InsubmissioFiscal2013

Introducción a la objeción fiscal (1) from Matrioska Audiovisual on Vimeo.

Introducción a la objeción fiscal (2) from Matrioska Audiovisual on Vimeo.

Introducción a la objección fiscal (3) from Matrioska Audiovisual on Vimeo.

Reactivació Campanya: Redacció continguts Manual de desobediència econòmica 2013

desobecon12
En el marc de la desobediència econòmica, seguim treballant en l’aprofundiment de les estratègies plantejades per estendre la desobediència, generant xarxes de suport mutu.

Actualment ens trobem en la redacció del Manual de desobediència d’aquest 2013. Aquest any no pensem fer una impressió massiva centralitzada, sinó un procés de diverses edicions en paral·lel a diversos territoris, per promoure que la versió que arribi a cada lloc inclogui els projectes a finançar propis d’aquest territori. manual de desobediencia económica_imatgeL’única edició que s’enviarà en un àmbit territorial major, serà la que s’inclou en la campanya de cofinançament: La desobediència no cap a la presó, protegim la Revolució Integral, que s’està realitzant a la plataforma autogestionada CoopFunding. I en la qual les aportacions a partir de 20 euros, s’inclouran el Manual de Desobediència econòmica 2013.Fa més d’un any, en el manifest dret a rebel · lió convidàvem als ciutadans a no pagar els impostos a l’Estat, perquè ja avui dedicar al públic no és destinar a l’Estat, sinó destinar a iniciatives socials que l’Estat ha deixat de finançar, tancant l’accés a aquests serveis a una part important dels seus contribuents, perquè no per casualitat privatització ve de privar.

La # insubmissió fiscal del 2012 es va estendre a múltiples territoris, obrint la participació a projectes diversos que van assumir l’autogestió fiscal com a forma d’invertir els recursos desviats del control estatal
Per facilitar la descentralització i l’autogestió autònoma a nivell local, iniciada amb la xarxa d’oficines de desobediència econòmica, proposem que puguin llistar els projectes on desviar els recursos de manera local. D’aquesta manera pensem que pot facilitar la interacció de les persones decidides a exercir el seu dret legítim de desobeir mitjançant la declaració de la renda, amb els projectes que actualment estan treballant de manera autogestionada, per a una transformació de la societat, gestionat des de baix i sense dependre de les institucions ni de recursos privats.
D’aquesta manera, en el Manual de desobediència, hi haurà una part comuna, amb l’explicació detallada de com realitzar la insubmissió fiscal a la declaració de la renda i altres estratègies relacionades amb la desobediència integral i una altra part autònoma, on es podran incloure els projectes de cada territori.
Es delcerdito tot il · legítim que ens pengin a l’esquena una extraordinària deute que no ens correspon i que se’ns exigeix ​​amb retallades pressupostàries que han condemnat als ciutadans a l’empobriment, a la pauperització de les seves condicions de vida, al desmantellament dels serveis públics, a la inestabilitat familiar, a la pèrdua de futur, al consum de fàrmacs i la decadència democràtica, ara que es deixa regala milers de milions d’euros als bancs, es silencia la compra de material militar per altres milers de milions, se’ls permet a les elèctriques que ens estafin amb el dèficit tarifa, el ròssec continua fins a l’infinit.
En aquest context, de declivi generalitzat, la insubmissió fiscal és una de les propostes que fa visible el descontentament amb la gestió estatal, obrint així les possibilitats d’una gestió de la cosa pública des d’un altre lloc i amb altres intencions, estenent així l’empoderament col · lectiu a partir d’accions individuals i socialitzant la desobediència com a pràctica per a la transformació!
Ara mateix la visibilitat d’aquestes estratègies depèn de totes nosaltres, així que seguim treballant intensament …… Us esperem!Mail general informació i preparació campanya desobediència econòmica 2013 >> info@derechoderebelion.net

d’on venim?

Dret de Rebel · lió va nèixer el setembre de 2011. A partir de gener, es va difondre massivament una Campanya per aconseguir els recursos necessaris i així fer realitat la creació, edició, impressió de 5000 exemplars del Manual de Desobediència Econòmica i l’obertura d’oficines desobedients.
Ara estem treballant intensament en l’actualització del Manual de Desobediència Econòmica amb els pressupostos actualitzats per a l’any 2013, amb noves idees i estratègies per estendre la iniciativa, entenent la insubmissió fiscal com una de les estratègies que poden donar-se en el marc de la desobediència integral.

Se ci organizziamo possiamo essere capaci di creare e difendere spazi senza il controllo e l’oppressione del potere. Quando lo avremo ottenuto, lo Stato non rimarrà bloccato immediatamente, ma si sforzerà per reprimerci e seppellire il nostro contra-potere per mantenersi egemonico. Quindi, stiamo aprendo uno spazio in cui le strategie d’azione dovranno essere definite molto bene per convertirsi in solide alternative che coinvolgano una parte significativa della società.
In questo contesto proponiamo la disobbedienza civile alle leggi statali che ci danneggiano. Come persone individuali, come essere liberi, abbiamo, nella disobbedienza civile e nell’autogestione di tutti gli aspetti della nostra vita, due strumenti fondamentali di azione politica: come popolo organizzato in massa abbiamo la responsabilità di fare in modo che l’ambiente in cui viviamo e in cui agiamo si trasformi in ciò che vogliamo che sia.
Per disobbedienza civile intendiamo un’azione legittima (anche se al margine della legge) realizzata in modo consapevole e comunicata pubblicamente per poter ottenere una trasformazione parziale o globale della società. Scommettere sulla disobbedienza civile è scommettere che si possa fare pedagogia attraverso l’azione, per creare una via costruttiva per dare visibilità al conflitto, per comunicare con l’esempio e l’impegno personale e collettivo. Si tratta di una via d’azione che ci dia potere come persone e che ha avuto importanti precedenti della storia dell’ultimo secolo.
In questo momento una delle strategie nella direzione della disobbedienza è l’iniziativa “Esercitiamo il diritto alla ribellione”, messo in essere il passato mese di settembre dichiarando la mancanza di legittimità delle istituzione che gestiscono lo Stato. Attraverso il manifesto che ha dato vita all’iniziativa, si rende più facile il contatto tra persone che si impegnano nella insubordinazione allo Stato e la disobbedienza a tutte le leggi e a tutte le politiche che considerano ingiuste.
L’organizzazione dell’iniziativa si è svolta in maniera assemblearia, promuovendo i processi di costruzione collaborativa per facilitare distinte azioni di disobbedienza e l’accesso a vari strumenti che possano guidare nel processo. In questo modo l’incontro periodico in assemblee e il lavoro collaborativo attraverso la rete ha permesso che molte persone di diverse parti del mondo e in particolare dello Stato spagnolo, possano condividere e lavorare congiuntamente.
Siamo milioni di persone disposte a muoverci, per cui dobbiamo liberarci dalle nostre paure e insicurezze, per riconoscere pubblicamente il nostro impegno a condividere con chi ci sta attorno l’esperienza di dignità, rendendo facile la liberazione di ognuna di noi per vivere coerentemente con i nostri ideali.
Disobbedienza economica per l’autogestione
La proposta del Diritto alla Ribellione non è solo una proposta di disobbedienza civile coordinata, ma è, inoltre, una strategia di azione che vuole andare più in profondità nella direzione di un mondo impegnato nell’autogestione e la costruzione di alternative al capitalismo. Pertanto già nel manifesto facciamo appello alla renitenza fiscale totale allo Stato, per reindirizzare le tasse verso l’autogestione fiscale partendo dalle assemblee popolari locali, molto più degne di sovranità rispetto alle istituzioni governative che sottomettono le popolazioni (pag. 16).
Da derechoderebelion.net si è coordinata la creazione del manuale di disobbedienza economica che potete trovare in http://www.derechoderebelion.net/manual e in questo momento si sta mettendo in moto la creazione di uffici di disobbedienza economica, come strumento d’appoggio a iniziative come la renitenza fiscale, l’auto-organizzazione dei debitori, e l’insolvenza come forma d’azione (pag.17)

Esercitare il diritto alla ribellione.

Sottoscrivi il manifesto per una nuova dignità ribelle.

“Quando il governo viola i diritti del popolo l’insurrezione è per il popolo e per ogni porzione di quel popolo il più sacro dei suoi diritti e il più indispensabile dei suoi doveri” (Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, 1793).
Già l’attuale costituzione spagnola, dettata dal capitale internazionale e approvata alle spalle del popolo, non solo non ci rappresenta, ma non la riconosciamo neanche vincolante nei nostri confronti.
Nel suo articolo 135.3 afferma che “I crediti per soddisfare gli interessi e il capitale del debito pubblico delle Amministrazioni si riterranno sempre inclusi nella voce di spesa del suo piano finanziario e il suo pagamento godrà di priorità assoluta”.
Con l’approvazione senza referendum di questo cambio costituzionale si è dimostrato in maniera definitiva che la sovranità popolare non controlla lo stato, il quale è stato sequestrato dal potere economico.
Un governo che agisce a beneficio di pochi è illegittimo.
Secondo il codice penale spagnolo:
“Sono rei di delitto di ribellione coloro i quali si pronuncino violentemente e pubblicamente per uno qualsiasi dei seguenti fini:
Derogare, sospendere o modificare totalmente o parzialmente la Costituzione”.
Per questo motivo, e dato il carattere precipitato, interessato e antidemocratico della recente riforma costituzionale, possiamo affermare che i delinquenti siano al governo e nelle strutture che lo appoggiano.
Il diritto alla ribellione è riconosciuto da oltre due secoli dal diritto internazionale, attraverso per esempio la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” del 1793. La sua funzione è far prevalere il diritto a ribellarsi per il bene comune, di fronte a situazioni come quella in cui stiamo vivendo.
Di fronte alla contumacia golpista di chi sta in alto, il diritto alla ribellione di chi sta in basso.
Il nostro impegno è con il bene comune e per questo, seguendo il nostro dovere legittimo come cittadine, ci dichiariamo ribelli alla costituzione, insubordinati allo Stato e disobbedienti a qualunque autorità che lo rappresenti. Pertanto ci dichiariamo cittadine delle assemblee popolari e delle assemblee di progetti post-capitalisti in cui partecipiamo. È in questo modo che esercitiamo la nostra sovranità.
Ci impegniamo a fare tutto quello che è nelle nostre mani per poter costruire un nuovo potere popolare che renda possibile una nuova società in cui le decisioni siano prese realmente dal popolo.
Consideriamo che, dopo la grande accumulazione di indignazione che abbiamo vissuto, la forma migliore per recuperare la dignità è farlo attraverso la ribellione.
Intendiamo per dignità la nostra capacità di disobbedire a leggi ingiuste e/o contrarie al benessere dei popoli.
Per tutto ciò, ci impegniamo con l’appello a iniziare e diffondere un’azione di resistenza fiscale totale allo Stato spagnolo e verso coloro che lo controllano come azione conseguente, per dimostrare che non pagheremo i “suoi debiti”, perché non riconosciamo questa costituzione. Una disobbedienza fiscale che serva ad alimentare l’autogestione delle assemblee e a partire da queste, dare “priorità assoluta” al finanziamento partecipativo delle risorse che consideriamo realmente pubbliche.
Dal momento che la situazione che stiamo vivendo nello Stato spagnolo è comune a molti Paesi del mondo e dal momento che i poteri economici che comandano sono globali, incitiamo gli esseri umani di tutto il mondo ad affermare il loro diritto alla ribellione mediante manifesti come questo.
La resistenza fiscale fu una delle strategie di disobbedienza civile che portò l’India verso l’indipendenza dall’Impero britannico; adesso può essere una strategia chiave per renderci tutti indipendenti dal capitalismo globale.
Abbiamo già superato la fase di indignazione, adesso siamo una Nuova Dignità Ribelle!
Ulteriori informazioni
www.derechoderebelion.net, dove puoi sottoscrivere il manifesto e aderire alle varie forme di disobbedienza civile.

Se ci organizziamo possiamo essere capaci di creare e difendere spazi senza il controllo e l’oppressione del potere. Quando lo avremo ottenuto, lo Stato non rimarrà bloccato immediatamente, ma si sforzerà per reprimerci e seppellire il nostro contra-potere per mantenersi egemonico. Quindi, stiamo aprendo uno spazio in cui le strategie d’azione dovranno essere definite molto bene per convertirsi in solide alternative che coinvolgano una parte significativa della società.
In questo contesto proponiamo la disobbedienza civile alle leggi statali che ci danneggiano. Come persone individuali, come essere liberi, abbiamo, nella disobbedienza civile e nell’autogestione di tutti gli aspetti della nostra vita, due strumenti fondamentali di azione politica: come popolo organizzato in massa abbiamo la responsabilità di fare in modo che l’ambiente in cui viviamo e in cui agiamo si trasformi in ciò che vogliamo che sia.
Per disobbedienza civile intendiamo un’azione legittima (anche se al margine della legge) realizzata in modo consapevole e comunicata pubblicamente per poter ottenere una trasformazione parziale o globale della società. Scommettere sulla disobbedienza civile è scommettere che si possa fare pedagogia attraverso l’azione, per creare una via costruttiva per dare visibilità al conflitto, per comunicare con l’esempio e l’impegno personale e collettivo. Si tratta di una via d’azione che ci dia potere come persone e che ha avuto importanti precedenti della storia dell’ultimo secolo.
In questo momento una delle strategie nella direzione della disobbedienza è l’iniziativa “Esercitiamo il diritto alla ribellione”, messo in essere il passato mese di settembre dichiarando la mancanza di legittimità delle istituzione che gestiscono lo Stato. Attraverso il manifesto che ha dato vita all’iniziativa, si rende più facile il contatto tra persone che si impegnano nella insubordinazione allo Stato e la disobbedienza a tutte le leggi e a tutte le politiche che considerano ingiuste.
L’organizzazione dell’iniziativa si è svolta in maniera assemblearia, promuovendo i processi di costruzione collaborativa per facilitare distinte azioni di disobbedienza e l’accesso a vari strumenti che possano guidare nel processo. In questo modo l’incontro periodico in assemblee e il lavoro collaborativo attraverso la rete ha permesso che molte persone di diverse parti del mondo e in particolare dello Stato spagnolo, possano condividere e lavorare congiuntamente.
Siamo milioni di persone disposte a muoverci, per cui dobbiamo liberarci dalle nostre paure e insicurezze, per riconoscere pubblicamente il nostro impegno a condividere con chi ci sta attorno l’esperienza di dignità, rendendo facile la liberazione di ognuna di noi per vivere coerentemente con i nostri ideali.
Disobbedienza economica per l’autogestione
La proposta del Diritto alla Ribellione non è solo una proposta di disobbedienza civile coordinata, ma è, inoltre, una strategia di azione che vuole andare più in profondità nella direzione di un mondo impegnato nell’autogestione e la costruzione di alternative al capitalismo. Pertanto già nel manifesto facciamo appello alla renitenza fiscale totale allo Stato, per reindirizzare le tasse verso l’autogestione fiscale partendo dalle assemblee popolari locali, molto più degne di sovranità rispetto alle istituzioni governative che sottomettono le popolazioni (pag. 16).
Da derechoderebelion.net si è coordinata la creazione del manuale di disobbedienza economica che potete trovare in http://www.derechoderebelion.net/manual e in questo momento si sta mettendo in moto la creazione di uffici di disobbedienza economica, come strumento d’appoggio a iniziative come la renitenza fiscale, l’auto-organizzazione dei debitori, e l’insolvenza come forma d’azione (pag.17)

Esercitare il diritto alla ribellione.

Sottoscrivi il manifesto per una nuova dignità ribelle.

“Quando il governo viola i diritti del popolo l’insurrezione è per il popolo e per ogni porzione di quel popolo il più sacro dei suoi diritti e il più indispensabile dei suoi doveri” (Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, 1793).
Già l’attuale costituzione spagnola, dettata dal capitale internazionale e approvata alle spalle del popolo, non solo non ci rappresenta, ma non la riconosciamo neanche vincolante nei nostri confronti.
Nel suo articolo 135.3 afferma che “I crediti per soddisfare gli interessi e il capitale del debito pubblico delle Amministrazioni si riterranno sempre inclusi nella voce di spesa del suo piano finanziario e il suo pagamento godrà di priorità assoluta”.
Con l’approvazione senza referendum di questo cambio costituzionale si è dimostrato in maniera definitiva che la sovranità popolare non controlla lo stato, il quale è stato sequestrato dal potere economico.
Un governo che agisce a beneficio di pochi è illegittimo.
Secondo il codice penale spagnolo:
“Sono rei di delitto di ribellione coloro i quali si pronuncino violentemente e pubblicamente per uno qualsiasi dei seguenti fini:
Derogare, sospendere o modificare totalmente o parzialmente la Costituzione”.
Per questo motivo, e dato il carattere precipitato, interessato e antidemocratico della recente riforma costituzionale, possiamo affermare che i delinquenti siano al governo e nelle strutture che lo appoggiano.
Il diritto alla ribellione è riconosciuto da oltre due secoli dal diritto internazionale, attraverso per esempio la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” del 1793. La sua funzione è far prevalere il diritto a ribellarsi per il bene comune, di fronte a situazioni come quella in cui stiamo vivendo.
Di fronte alla contumacia golpista di chi sta in alto, il diritto alla ribellione di chi sta in basso.
Il nostro impegno è con il bene comune e per questo, seguendo il nostro dovere legittimo come cittadine, ci dichiariamo ribelli alla costituzione, insubordinati allo Stato e disobbedienti a qualunque autorità che lo rappresenti. Pertanto ci dichiariamo cittadine delle assemblee popolari e delle assemblee di progetti post-capitalisti in cui partecipiamo. È in questo modo che esercitiamo la nostra sovranità.
Ci impegniamo a fare tutto quello che è nelle nostre mani per poter costruire un nuovo potere popolare che renda possibile una nuova società in cui le decisioni siano prese realmente dal popolo.
Consideriamo che, dopo la grande accumulazione di indignazione che abbiamo vissuto, la forma migliore per recuperare la dignità è farlo attraverso la ribellione.
Intendiamo per dignità la nostra capacità di disobbedire a leggi ingiuste e/o contrarie al benessere dei popoli.
Per tutto ciò, ci impegniamo con l’appello a iniziare e diffondere un’azione di resistenza fiscale totale allo Stato spagnolo e verso coloro che lo controllano come azione conseguente, per dimostrare che non pagheremo i “suoi debiti”, perché non riconosciamo questa costituzione. Una disobbedienza fiscale che serva ad alimentare l’autogestione delle assemblee e a partire da queste, dare “priorità assoluta” al finanziamento partecipativo delle risorse che consideriamo realmente pubbliche.
Dal momento che la situazione che stiamo vivendo nello Stato spagnolo è comune a molti Paesi del mondo e dal momento che i poteri economici che comandano sono globali, incitiamo gli esseri umani di tutto il mondo ad affermare il loro diritto alla ribellione mediante manifesti come questo.
La resistenza fiscale fu una delle strategie di disobbedienza civile che portò l’India verso l’indipendenza dall’Impero britannico; adesso può essere una strategia chiave per renderci tutti indipendenti dal capitalismo globale.
Abbiamo già superato la fase di indignazione, adesso siamo una Nuova Dignità Ribelle!
Ulteriori informazioni
www.derechoderebelion.net, dove puoi sottoscrivere il manifesto e aderire alle varie forme di disobbedienza civile.

http://www.derechoderebelion.net/3360/?lang=ca

Se nos roganizamos podemos ser capaces de crear e defender espazos ceibes do control e opresión do poder. Cando o consigamos. O Estado non quedará bloqueado inmediatamente, senón que se esforzará en reprimirnos e tumbar noso contrapoder para manterse coma hexemónico. Así, estamos abrindo un espazo no que as extratesias de acción terán que ser moi ben definidas para converterse en opcións sólidas que incluan unha parte significativa da sociedade.
Neste contexto propomos a desobediencia civil ás leies estatais que nos afecten. Coma persoas individuais, coma seres ceibes, temos na desobedencia civil e na autoxestión de tódalas facetas de nosa vida, dous ferramentas fundamentais de acción política: coma pobo organizado de forma masiva témola responsabilidade de facer que o entorno no que vivimos e no que actuamos, chegue a ser coma queremos que sexa.
Entendemos coma desobedencia civil, unha acción lexítima (inda que o marxe da lei) realizada de maneira consciente e comunicada públicamente para poder conseguir unha transformación parcial e global da sociedade. A aposta pola desobedencia civil é unha aposta para facer pedagoxía a través de acción, para xenerar unha vía constructiva de visibilizalo conflicto, para comunicar dende o exemplo o compromiso persoal e colectivo. Trátase dunha vía de acción que nos empodere coma persoas e que tivo importantes precedentes na historia do último século.
Unha das estratexias actuais no marco da desobedencia é a iniciativa “Exerceremos o dereito de rebelión”, posta en marcha o pasado mes de setembro declarando a falta de lexitimidade das institucións do Estado. Mediante o manifesto que deu orixe a esta iniciativa, facilítase o contacto entre persoas que se comprometen coa insumisión ó Estado e a desobedencia a tódalas leies e a tódalas políticas que consideramos inxustas.
A organización da iniciativa xestouse de maneira asamblearia, fomentándolos procesos de construcción colaborativa para facilitar distintas accións de desobedencia e acceso a varias ferramentas que podan guialo proceso. Desta maneira, o encontro periódico en asamleas e o traballo colaborativo a través da rede permitiu que numerosas persoas de diferentes partes do mundo e en especial persoas do Estado español, podan compartir e traballar conxuntamente.
Somos millóns de persoas dispostas a actuar polo que debemos ceibarnos dos nosos medos e inseguridades, para recoñecer públicamente noso compromiso e compartir co noso entorno a experiencia de dignidade, facilitándola liberación de cada unha de nos para vivir coherentemente cos nosos ideais.
Desobediencia económica para a autoxestión
A proposta de Dereito de Rebelión non é soio unha proposta de desobedencia civil coordinada, senon que, ademais, é unha estratexia de acción que quere profundizar nunha vision do mundo comprometida coa autoxestión e a construcción de alternativas ó capitalismo. Por iso xa no manifesto chamamos á resistencia fiscal total ó Estado, para redirixilos impostos hacia a autoxestión fiscal dende as asambleas populares locais, moito mais merecedoras da soberanía que as institucións gubernamentais que someten a poboación. (páx 16)
Dende dereitoderebelión.net coordinouse a creación do manual de desobediencia económica que podedes atopar en : http://www.derechoderebelion.net/manual e actualmente estase iniciando a creación de oficinas de desobedencia económica, coma feramenta de apoio a iniciativas coma a insumisión fiscal, a autoorganización dos deudores, e a insolvencia coma forma de acción (páx 17)

Exercerémolo dereito de rebelión.

Súmate o manifesto dunha nueva dignidade rebelde.

“Cando o goberno viola os dereitos do pobo a Insurrección é para o pobo e para cada porción do pobo, o mais sagrado de seus dereitos e o mais indispensable de seus deberes” (Declaración dos dereitos do home e do cidadán de 1793).
A actual constitución española, dictada polo capital internacional e aprobada a espaldas do pobo, non soio non nos representa, senon que non a recoñecemos coma vinculante para nos.
No seu artigo 135.3 dice que “Os créditos para satisfacelos intereses e o capital da débeda pública das Administracións entenderanse sempre incluido no estado de gastos de seus presupostos e seu pago gozará de prioridade absoluta”.
Coa aprobación sen referendum deste cambio constitucional, demostrouse de maneira definitiva que a soberanía popular non controla o estado, o cal foi secuestrado polo poder económico.
Un goberno que actúa en beneficio dunhes poucos é ilexítimo.
Según o código penal español:.
“Son reos de delito de rebelión os que alzáranse violenta e públicamente para calquera dos fins seguintes:
Derrogar, suspender ou modificar total ou parcialmente a Constitución”
Por elo e dado o carácter precipitado, interesado e antidemocrático desta recente reforma constitucional, podemos determinar, que os delincuentes están no goberno e nas estructuras que o secundan.
O dereito á rebelión, está recoñecido dende fai mais de dous séculos polo estado internacional, a través por exemplo da “Declaración dos dereitos do home e o cidadán” de 1793. Sua función é facer prevalecelo dereito de rebelarse polo ben común, ante situacións coma a que estamos vivindo.
Ante a rebeldía golpista dos de enriba, o dereito de rebelión das de abaixo.
Noso compromiso é co ben común e por iso, seguindo noso deber lexítimo coma cidadáns, declarámonos rebeldes á constitución, insumisos ó Estado e desobedentes a toda autoridade que o represente. É por elo que declarámonos cidadans das asambleas populares e das asambleas de proxectos postcapitalistas nas que participamos. É desta maneira coma exercemos nosa soberanía.
Comprometémonos a facer todo o que esté o noso alcance para construir un novo poder popular que posibilite unha nova sociedade onde as decisións sexan tomadas realmente polo pobo.
Entendemos que trala gran acumulación de indignación que vivimos a mellor forma de recuperala dignidade, é mediante a rebeldía.
Entendemos coma dignidade nosa capacidade de desobedecer leies inxustas e/ou contrarias ó benestar dos pobos.
Por todo elo, comprometémonos co chamento para iniciar e extender unha acción de resistencia fiscal total ó Estado español e hacia aqueles que o controlan coma acción consecuente para demostrar que non pagaremos “suas débedas”, porque non recoñecemos esta constitución. Unha desobediencia fiscal que sirva para alimentala autoxestión das asambleas e dende estas, dar “prioridade absoluta” á financiación participativa dos recursos que consideramos realmente públicos.
Posto que a situación que vivimos no Estado español,é común a moitos paises do mundo e posto que os poderes económicos que mandan son globales, animamos os seres humáns de todo o mundo a afirmar seu dereito de rebelión mediante manifestos coma este.
A resistencia fiscal foi unha das estratexias de desobedencia civil que levou á India hacia a independencia do Imperio británico; agora pode ser unha estratexia clave para independizarnos a todos do capitalismo global.
Xa superamos a fase de indignación, agora somos ¡Unha nova dignidade rebelde!
Mais info
www.derechoderebelion.net Onde podes adherirte ó manifesto e as distintas formas de desobedencia civil.

Se nos roganizamos podemos ser capaces de crear e defender espazos ceibes do control e opresión do poder. Cando o consigamos. O Estado non quedará bloqueado inmediatamente, senón que se esforzará en reprimirnos e tumbar noso contrapoder para manterse coma hexemónico. Así, estamos abrindo un espazo no que as extratesias de acción terán que ser moi ben definidas para converterse en opcións sólidas que incluan unha parte significativa da sociedade.
Neste contexto propomos a desobediencia civil ás leies estatais que nos afecten. Coma persoas individuais, coma seres ceibes, temos na desobedencia civil e na autoxestión de tódalas facetas de nosa vida, dous ferramentas fundamentais de acción política: coma pobo organizado de forma masiva témola responsabilidade de facer que o entorno no que vivimos e no que actuamos, chegue a ser coma queremos que sexa.
Entendemos coma desobedencia civil, unha acción lexítima (inda que o marxe da lei) realizada de maneira consciente e comunicada públicamente para poder conseguir unha transformación parcial e global da sociedade. A aposta pola desobedencia civil é unha aposta para facer pedagoxía a través de acción, para xenerar unha vía constructiva de visibilizalo conflicto, para comunicar dende o exemplo o compromiso persoal e colectivo. Trátase dunha vía de acción que nos empodere coma persoas e que tivo importantes precedentes na historia do último século.
Unha das estratexias actuais no marco da desobedencia é a iniciativa “Exerceremos o dereito de rebelión”, posta en marcha o pasado mes de setembro declarando a falta de lexitimidade das institucións do Estado. Mediante o manifesto que deu orixe a esta iniciativa, facilítase o contacto entre persoas que se comprometen coa insumisión ó Estado e a desobedencia a tódalas leies e a tódalas políticas que consideramos inxustas.
A organización da iniciativa xestouse de maneira asamblearia, fomentándolos procesos de construcción colaborativa para facilitar distintas accións de desobedencia e acceso a varias ferramentas que podan guialo proceso. Desta maneira, o encontro periódico en asamleas e o traballo colaborativo a través da rede permitiu que numerosas persoas de diferentes partes do mundo e en especial persoas do Estado español, podan compartir e traballar conxuntamente.
Somos millóns de persoas dispostas a actuar polo que debemos ceibarnos dos nosos medos e inseguridades, para recoñecer públicamente noso compromiso e compartir co noso entorno a experiencia de dignidade, facilitándola liberación de cada unha de nos para vivir coherentemente cos nosos ideais.
Desobediencia económica para a autoxestión
A proposta de Dereito de Rebelión non é soio unha proposta de desobedencia civil coordinada, senon que, ademais, é unha estratexia de acción que quere profundizar nunha vision do mundo comprometida coa autoxestión e a construcción de alternativas ó capitalismo. Por iso xa no manifesto chamamos á resistencia fiscal total ó Estado, para redirixilos impostos hacia a autoxestión fiscal dende as asambleas populares locais, moito mais merecedoras da soberanía que as institucións gubernamentais que someten a poboación. (páx 16)
Dende dereitoderebelión.net coordinouse a creación do manual de desobediencia económica que podedes atopar en : http://www.derechoderebelion.net/manual e actualmente estase iniciando a creación de oficinas de desobedencia económica, coma feramenta de apoio a iniciativas coma a insumisión fiscal, a autoorganización dos deudores, e a insolvencia coma forma de acción (páx 17)

Exercerémolo dereito de rebelión.

Súmate o manifesto dunha nueva dignidade rebelde.

“Cando o goberno viola os dereitos do pobo a Insurrección é para o pobo e para cada porción do pobo, o mais sagrado de seus dereitos e o mais indispensable de seus deberes” (Declaración dos dereitos do home e do cidadán de 1793).
A actual constitución española, dictada polo capital internacional e aprobada a espaldas do pobo, non soio non nos representa, senon que non a recoñecemos coma vinculante para nos.
No seu artigo 135.3 dice que “Os créditos para satisfacelos intereses e o capital da débeda pública das Administracións entenderanse sempre incluido no estado de gastos de seus presupostos e seu pago gozará de prioridade absoluta”.
Coa aprobación sen referendum deste cambio constitucional, demostrouse de maneira definitiva que a soberanía popular non controla o estado, o cal foi secuestrado polo poder económico.
Un goberno que actúa en beneficio dunhes poucos é ilexítimo.
Según o código penal español:.
“Son reos de delito de rebelión os que alzáranse violenta e públicamente para calquera dos fins seguintes:
Derrogar, suspender ou modificar total ou parcialmente a Constitución”
Por elo e dado o carácter precipitado, interesado e antidemocrático desta recente reforma constitucional, podemos determinar, que os delincuentes están no goberno e nas estructuras que o secundan.
O dereito á rebelión, está recoñecido dende fai mais de dous séculos polo estado internacional, a través por exemplo da “Declaración dos dereitos do home e o cidadán” de 1793. Sua función é facer prevalecelo dereito de rebelarse polo ben común, ante situacións coma a que estamos vivindo.
Ante a rebeldía golpista dos de enriba, o dereito de rebelión das de abaixo.
Noso compromiso é co ben común e por iso, seguindo noso deber lexítimo coma cidadáns, declarámonos rebeldes á constitución, insumisos ó Estado e desobedentes a toda autoridade que o represente. É por elo que declarámonos cidadans das asambleas populares e das asambleas de proxectos postcapitalistas nas que participamos. É desta maneira coma exercemos nosa soberanía.
Comprometémonos a facer todo o que esté o noso alcance para construir un novo poder popular que posibilite unha nova sociedade onde as decisións sexan tomadas realmente polo pobo.
Entendemos que trala gran acumulación de indignación que vivimos a mellor forma de recuperala dignidade, é mediante a rebeldía.
Entendemos coma dignidade nosa capacidade de desobedecer leies inxustas e/ou contrarias ó benestar dos pobos.
Por todo elo, comprometémonos co chamento para iniciar e extender unha acción de resistencia fiscal total ó Estado español e hacia aqueles que o controlan coma acción consecuente para demostrar que non pagaremos “suas débedas”, porque non recoñecemos esta constitución. Unha desobediencia fiscal que sirva para alimentala autoxestión das asambleas e dende estas, dar “prioridade absoluta” á financiación participativa dos recursos que consideramos realmente públicos.
Posto que a situación que vivimos no Estado español,é común a moitos paises do mundo e posto que os poderes económicos que mandan son globales, animamos os seres humáns de todo o mundo a afirmar seu dereito de rebelión mediante manifestos coma este.
A resistencia fiscal foi unha das estratexias de desobedencia civil que levou á India hacia a independencia do Imperio británico; agora pode ser unha estratexia clave para independizarnos a todos do capitalismo global.
Xa superamos a fase de indignación, agora somos ¡Unha nova dignidade rebelde!
Mais info
www.derechoderebelion.net Onde podes adherirte ó manifesto e as distintas formas de desobedencia civil.

http://www.derechoderebelion.net/3350/?lang=ca

Si l’on s’organise, on est capables de créer et défendre des espaces libérés du contrôle et de l’oppression du pouvoir. Lorsqu’on aura atteint cet objectif, l’État ne sera pas immédiatement bloqué, et il mettra tous ses efforts à nous réprimer et à faire tomber notre contrepouvoir, pour ainsi maintenir son hégémonie. On est donc en train d’ouvrir un espace dans lequel les stratégies d’action devront être très bien définies pour devenir des options solides qui incluent une part significative de la société.
Dans ce contexte nous proposons la désobéissance civile aux lois étatiques qui nous touchent directement. En tant qu’individus, en tant qu’êtres libres, nous avons dans la désobéissance civile et dans l’autogestion de tous les aspects de notre vie, deux outils fondamentaux d’action politique : en tant que peuple organisé de manière massive nous avons la responsabilité de faire que l’environnement dans lequel on vit et dans lequel on agit, arrive un jour à devenir ce que nous voulons qu’il soit.
Nous entendons par désobéissance civile, une action légitime (même si en dehors de la loi) réalisée de manière consciente et communiquée publiquement pour obtenir une transformation partielle ou globale de la société. Le pari de la désobéissance civile est un pari pour la pédagogie de l’action, pour générer une voie constructive de visibilisation du conflit, pour communiquer depuis l’exemple et le compromis personnel et collectif. Il s’agit d’une voie d’action qui nous donne du pouvoir en tant que personnes et qui a eu des précédents importants dans l’histoire du dernier siècle.
Dans le cadre de la désobéissance, une des stratégies actuelles est l’initiative « Nous exercerons le droit de rébellion », lancé au mois de septembre dernier, et qui proclame le manque de légitimité des institutions gestionnaires de l’État. Le manifeste qui a donné naissance à cette initiative favorise le contact entre personnes engagées dans l’insoumission à l’État et dans la désobéissance à toutes les lois et à toutes les politiques que l’on considère injustes.
L’organisation de l’initiative a été pensée en assemblée, et toujours en promouvant des processus de construction coopérative, pour favoriser des actions de désobéissance diverses et l’accès à plusieurs outils qui puissent guider ce processus. C’est ainsi que la rencontre régulière dans des assemblées, et le travail coopératif à travers le web a permis que de nombreuses personnes de différentes parties du monde, et spécialement des personnes de l’État espagnol, puissent partager et travailler conjointement.
Nous sommes des millions de personnes prêtes à agir, il faut donc nous libérer de nos peurs et insécurités, pour reconnaitre publiquement notre engagement et partager avec notre entourage l’expérience de dignité, en favorisant la libération de chacun d’entre nous, pour vivre de manière cohérente avec nos idéaux.
Désobéissance économique pour l’autogestion
La proposition du Droit de Rébellion n’est pas uniquement une proposition de désobéissance civile coordonnée, c’est également une stratégie d’action qui veut approfondir dans une vision du monde engagée dans l’autogestion et dans la construction d’alternatives au capitalisme. C’est pour cela que, déjà dans le manifeste, nous appelons à la résistance fiscale totale à l’État, pour rediriger nos impôts vers l’autogestion fiscale depuis les assemblées populaires locales, qui méritent la souveraineté bien plus que les institutions gouvernementales qui soumettent la population (page 16).
Depuis derechoderebelion.net on a coordonné la création du manuel de désobéissance économique, que vous pouvez trouver sur : http://www.derechoderebelion.net/manual, et on est maintenant en train de lancer la création de bureaux de désobéissance économique, en tant qu’outils de soutien à des initiatives telles que l’insoumission fiscale, l’auto-organisation des personnes endettées, ainsi que l’insolvabilité comme forme d’action (page 17).

Nous exercerons le droit de rébellion

Rejoins le manifeste d’une nouvelle dignité rebelle

« Quand le gouvernement viole les droits du peuple, l’insurrection est, pour le peuple et pour chaque portion du peuple, le plus sacré des droits et le plus indispensable des devoirs. » (Déclaration des droits de l’homme et du citoyen de 1793)
La constitution espagnole déjà en vigueur, dictée par le capital international et approuvée à l’insu du peuple, non seulement ne nous représente pas, mais nous ne la reconnaissons pas comme susceptible de nous contraindre.
Dans son article 135.3 elle dit que « Les crédits destinés à satisfaire [le paiement des] les intérêts et le capital de la dette publique des Administrations seront toujours inclus dans l’état des dépenses de leurs budgets et leur paiement jouira d’une priorité absolue ».
L’approbation sans référendum de ce changement constitutionnel a prouvé définitivement que la souveraineté populaire ne contrôle pas l’État, qui a été séquestré par le pouvoir économique.
Un gouvernement qui agit en bénéfice d’une minorité est illégitime.
D’après le code pénal espagnol :
« Seront inculpés pour délit de rébellion tous ceux qui se soulèveraient de manière violente et publique pour atteindre les objectifs suivants :
Abroger, suspendre ou modifier, de manière totale ou partielle, la Constitution »
En conséquence, et étant donné le caractère précipité, intéressé et antidémocratique de cette récente réforme constitutionnelle, on peut affirmer que les délinquants sont dans le gouvernement et les structures qui les soutiennent.
Le droit de rébellion est reconnu depuis plus de deux siècles par le droit international, à travers l’exemple de la « Déclaration des droits de l’homme et du citoyen » de 1793. Il a pour fonction de faire prévaloir le droit de se rebeller pour le bien commun, face à des situations comme celle que nous sommes en train de vivre.
Face à la sédition putschiste de ceux d’en haut, le droit de rébellion de ceux d’en bas.
Notre engagement est pour le bien commun et pour cela, en suivant notre devoir légitime en tant que citoyens, nous nous déclarons rebelles à la constitution, insoumis à l’État et désobéissants à toute autorité qui le représente. C’est pour cela que nous nous déclarons citoyens des assemblées populaires et des assemblées de projets postcapitalistes dans lesquelles nous participons. C’est de cette manière que nous exerçons notre souveraineté.
Nous nous engageons à faire tout ce qui soit à notre portée pour construire un nouveau pouvoir populaire qui rende possible une nouvelle société dans laquelle les décisions soient réellement prises par le peuple.
Nous entendons qu’après la grande accumulation d’indignation que nous avons vécue, la meilleure manière de récupérer la dignité, c’est à travers la rébellion.
Nous entendons par dignité notre capacité à désobéir aux lois injustes et/ou contraires au bienêtre des peuples.
C’est pour tout cela que nous nous engageons dans l’appel à initier et étendre une action de résistance fiscale totale à l’État espagnol et à tous ceux qui le contrôlent, une action conséquente pour démontrer que nous ne paierons pas « leurs dettes », parce que nous ne reconnaissons pas cette constitution. Une désobéissance fiscale qui serve pour alimenter l’autogestion des assemblées et, à partir d’elles, donner la « priorité absolue » au financement participatif des ressources que nous considérons réellement publiques.
Puisque la situation que nous vivons dans l’État espagnol est commune à de nombreux pays du monde, et puisque les pouvoirs économiques qui commandent sont globaux, nous animons tous les êtres humains du monde entier à affirmer leur droit de rébellion à travers des manifestes comme celui-ci.
La résistance fiscale fut une des stratégies de désobéissance civile qui a mené l’Inde vers son indépendance de l’Empire britannique ; elle peut être maintenant une stratégie clé pour que l’on devienne tous indépendants du capitalisme global.
Nous avons dépassé la phase d’indignation, maintenant nous sommes Une nouvelle dignité rebelle !
Pour plus d’infos :
www.derechoderebelion.net Où tu peux adhérer au manifeste et aux différentes formes de désobéissance civile.

Si l’on s’organise, on est capables de créer et défendre des espaces libérés du contrôle et de l’oppression du pouvoir. Lorsqu’on aura atteint cet objectif, l’État ne sera pas immédiatement bloqué, et il mettra tous ses efforts à nous réprimer et à faire tomber notre contrepouvoir, pour ainsi maintenir son hégémonie. On est donc en train d’ouvrir un espace dans lequel les stratégies d’action devront être très bien définies pour devenir des options solides qui incluent une part significative de la société.
Dans ce contexte nous proposons la désobéissance civile aux lois étatiques qui nous touchent directement. En tant qu’individus, en tant qu’êtres libres, nous avons dans la désobéissance civile et dans l’autogestion de tous les aspects de notre vie, deux outils fondamentaux d’action politique : en tant que peuple organisé de manière massive nous avons la responsabilité de faire que l’environnement dans lequel on vit et dans lequel on agit, arrive un jour à devenir ce que nous voulons qu’il soit.
Nous entendons par désobéissance civile, une action légitime (même si en dehors de la loi) réalisée de manière consciente et communiquée publiquement pour obtenir une transformation partielle ou globale de la société. Le pari de la désobéissance civile est un pari pour la pédagogie de l’action, pour générer une voie constructive de visibilisation du conflit, pour communiquer depuis l’exemple et le compromis personnel et collectif. Il s’agit d’une voie d’action qui nous donne du pouvoir en tant que personnes et qui a eu des précédents importants dans l’histoire du dernier siècle.
Dans le cadre de la désobéissance, une des stratégies actuelles est l’initiative « Nous exercerons le droit de rébellion », lancé au mois de septembre dernier, et qui proclame le manque de légitimité des institutions gestionnaires de l’État. Le manifeste qui a donné naissance à cette initiative favorise  le contact entre personnes engagées dans l’insoumission à l’État et dans la désobéissance à toutes les lois et à toutes les politiques que l’on considère injustes.
L’organisation de l’initiative a été pensée en assemblée, et toujours en promouvant des processus de construction coopérative, pour favoriser des actions de désobéissance diverses et l’accès à plusieurs outils qui puissent guider ce processus. C’est ainsi que la rencontre régulière dans des assemblées, et le travail coopératif à travers le web a permis que de nombreuses personnes de différentes parties du monde, et spécialement des personnes de l’État espagnol, puissent partager et travailler conjointement.
Nous sommes des millions de personnes prêtes à agir, il faut donc nous libérer de nos peurs et insécurités, pour reconnaitre publiquement notre engagement et partager avec notre entourage l’expérience de dignité, en favorisant la libération de chacun d’entre nous, pour vivre de manière cohérente avec nos idéaux.
Désobéissance économique pour l’autogestion
La proposition du Droit de Rébellion n’est pas uniquement une proposition de désobéissance civile coordonnée, c’est également une stratégie d’action qui veut approfondir dans une vision du monde engagée dans l’autogestion et dans la construction d’alternatives au capitalisme. C’est pour cela que, déjà dans le manifeste, nous appelons à la résistance fiscale totale à l’État, pour rediriger nos impôts vers l’autogestion fiscale depuis les assemblées populaires locales, qui méritent la souveraineté bien plus que les institutions gouvernementales qui soumettent la population (page 16).
Depuis derechoderebelion.net on a coordonné la création du manuel de désobéissance économique, que vous pouvez trouver sur : http://www.derechoderebelion.net/manual, et on est maintenant en train de lancer la création de bureaux de désobéissance économique, en tant qu’outils de soutien à des initiatives telles que l’insoumission fiscale, l’auto-organisation des personnes endettées, ainsi que l’insolvabilité comme forme d’action (page 17).

Nous exercerons le droit de rébellion

Rejoins le manifeste d’une nouvelle dignité rebelle

« Quand le gouvernement viole les droits du peuple, l’insurrection est, pour le peuple et pour chaque portion du peuple, le plus sacré des droits et le plus indispensable des devoirs. » (Déclaration des droits de l’homme et du citoyen de 1793)
La constitution espagnole déjà en vigueur, dictée par le capital international et approuvée à l’insu du peuple, non seulement ne nous représente pas, mais nous ne la reconnaissons pas comme susceptible de nous contraindre.
Dans son article 135.3 elle dit que « Les crédits destinés à satisfaire [le paiement des] les intérêts et le capital de la dette publique des Administrations seront toujours inclus dans l’état des dépenses de leurs budgets et leur paiement jouira d’une priorité absolue ».
L’approbation sans référendum de ce changement constitutionnel a prouvé définitivement que la souveraineté populaire ne contrôle pas l’État, qui a été séquestré par le pouvoir économique.
Un gouvernement qui agit en bénéfice d’une minorité est illégitime.
D’après le code pénal espagnol :
« Seront inculpés pour délit de rébellion tous ceux qui se soulèveraient de manière violente et publique pour atteindre les objectifs suivants :
Abroger, suspendre ou modifier, de manière totale ou partielle, la Constitution »
En conséquence, et étant donné le caractère précipité, intéressé et antidémocratique de cette récente réforme constitutionnelle, on peut affirmer que les délinquants sont dans le gouvernement et les structures qui les soutiennent.
Le droit de rébellion est reconnu depuis plus de deux siècles par le droit international, à travers l’exemple de la « Déclaration des droits de l’homme et du citoyen » de 1793. Il a pour fonction de faire prévaloir le droit de se rebeller pour le bien commun, face à des situations comme celle que nous sommes en train de vivre.
Face à la sédition putschiste de ceux d’en haut, le droit de rébellion de ceux d’en bas.
Notre engagement est pour le bien commun et pour cela, en suivant notre devoir légitime en tant que citoyens, nous nous déclarons rebelles à la constitution, insoumis à l’État et désobéissants à toute autorité qui le représente. C’est pour cela que nous nous déclarons citoyens des assemblées populaires et des assemblées de projets postcapitalistes dans lesquelles nous participons. C’est de cette manière que nous exerçons notre souveraineté.
Nous nous engageons à faire tout ce qui soit à notre portée pour construire un nouveau pouvoir populaire qui rende possible une nouvelle société dans laquelle les décisions soient réellement prises par le peuple.
Nous entendons qu’après la grande accumulation d’indignation que nous avons vécue, la meilleure manière de récupérer la dignité, c’est à travers la rébellion.
Nous entendons par dignité notre capacité à désobéir aux lois injustes et/ou contraires au bienêtre des peuples.
C’est pour tout cela que nous nous engageons dans l’appel à initier et étendre une action de résistance fiscale totale à l’État espagnol et à tous ceux qui le contrôlent, une action conséquente pour démontrer que nous ne paierons pas « leurs dettes », parce que nous ne reconnaissons pas cette constitution. Une désobéissance fiscale qui serve pour alimenter l’autogestion des assemblées et, à partir d’elles, donner la « priorité absolue » au financement participatif des ressources que nous considérons réellement publiques.
Puisque la situation que nous vivons dans l’État espagnol est commune à de nombreux pays du monde, et puisque les pouvoirs économiques qui commandent sont globaux, nous animons tous les êtres humains du monde entier à affirmer leur droit de rébellion à travers des manifestes comme celui-ci.
La résistance fiscale fut une des stratégies de désobéissance civile qui a mené l’Inde vers son indépendance de l’Empire britannique ; elle peut être maintenant une stratégie clé pour que l’on devienne tous indépendants du capitalisme global.
Nous avons dépassé la phase d’indignation, maintenant nous sommes Une nouvelle dignité rebelle !
Pour plus d’infos :
www.derechoderebelion.net Où tu peux adhérer au manifeste et aux différentes formes de désobéissance civile.

http://www.derechoderebelion.net/3355/?lang=ca

Si nos organizamos podemos ser capaces de crear y defender espacios libres del control y opresión del poder. Cuando lo consigamos, el Estado no quedará bloqueado inmediatamente, sino que se esforzará en reprimirnos y tumbar nuestro contrapoder para mantenerse como hegemónico. Así, estamos abriendo un espacio en el que las estrategias de acción tendrán que ser muy bien definidas para convertirse en opciones sólidas que incluyan a una parte significativa de la sociedad. En este contexto proponemos la desobediencia civil a las leyes estatales que nos afecten. Como personas individuales, como seres libres, tenemos en la desobediencia civil y en la autogestión de todas las facetas de nuestra vida, dos herramientas fundamentales de acción política: como pueblo organizado de forma masiva tenemos la responsabilidad de hacer que el entorno en el que vivimos y en el que actuamos, llegue a ser como queremos que sea. Entendemos como desobediencia civil, una acción legítima (aunque al margen de la ley) realizada de manera consciente y comunicada públicamente para poder conseguir una transformación parcial o global de la sociedad. La apuesta por la desobediencia civil es una apuesta para hacer pedagogía a través de la acción, para generar una vía constructiva de visibilizar el conflicto, para comunicar desde el ejemplo y el compromiso personal y colectivo. Se trata de una vía de acción que nos empodere como personas y que ha tenido importantes precedentes en la historia del último siglo. Una de las estrategias actuales en el marco de la desobediencia es la iniciativa “Ejerceremos el derecho de rebelión”, puesta en marcha el pasado mes de septiembre declarando la falta de legitimidad de las instituciones gestoras del Estado. Mediante el manifiesto que dio origen a esta iniciativa, se facilita el contacto entre personas que se comprometen con la insumisión al Estado y la desobediencia a todas las leyes y a todas las políticas que consideramos injustas. La organización de la iniciativa se ha gestado de manera asamblearia, fomentando los procesos de construcción colaborativa para facilitar distintas acciones de desobediencia y el acceso a varias herramientas que puedan guiar el proceso. De esta manera, el encuentro periódico en asambleas y el trabajo colaborativo a través de la red ha permitido que numerosas personas de diferentes partes del mundo y en especial personas del Estado español, puedan compartir y trabajar conjuntamente. Somos millones de personas dispuestas a actuar por lo que debemos liberarnos de nuestros miedos e inseguridades, para reconocer públicamente nuestro compromiso y compartir con nuestro entorno la experiencia de dignidad, facilitando la liberación de cada una de nosotras para vivir coherentemente con nuestros ideales.

Desobediencia económica para la autogestión

La propuesta del Derecho de Rebelión no es sólo una propuesta de desobediencia civil coordinada, sino que, además, es una estrategia de acción que quiere profundizar en una visión del mundo comprometida con la autogestión y la construcción de alternativas al capitalismo. Por eso ya en el manifiesto llamamos a la resistencia fiscal total al Estado, para redirigir los impuestos hacia la autogestión fiscal desde las asambleas populares locales, mucho más merecedoras de la soberanía que las instituciones gubernamentales que someten a la población. (pàg 16) Desde derechoderebelion.net se ha coordinado la creación del manual de desobediencia económica que podéis encontrar en: http://www.derechoderebelion.net/manual y actualmente se está iniciando la creación de oficinas de desobediencia económica, como herramienta de apoyo a iniciativas como la insumisión fiscal, la autoorganización de los deudores, y la insolvencia como forma de acción (pàg 17)

Ejerceremos el derecho de rebelión.

Súmate al manifiesto de una nueva dignidad rebelde

“Cuando el gobierno viola los derechos del pueblo la Insurrección es para el pueblo y para cada porción del pueblo, el más sagrado de sus derechos y el más indispensable de sus deberes” (Declaración de los derechos del hombre y del ciudadano de 1793) La ya actual constitución española, dictada por el capital internacional y aprobada a espaldas del pueblo, no sólo no nos representa, sino que no la reconocemos como vinculante para nosotras. En su artículo 135.3 dice que “Los créditos para satisfacer los intereses y el capital de la deuda pública de las Administraciones se entenderán siempre incluidos en el estado de gastos de sus presupuestos y su pago gozará de prioridad absoluta” Con la aprobación sin referéndum de este cambio constitucional, se ha demostrado de manera definitiva que la soberanía popular no controla el estado, el cual ha sido secuestrado por el poder económico. Un gobierno que actúa en beneficio de unos pocos es ilegítimo. Según el código penal español: “Son reos del delito de rebelión los que se alzaren violenta y públicamente para cualquiera de los fines siguientes: Derogar, suspender o modificar total o parcialmente la Constitución” Por ello y dado el carácter precipitado, interesado y antidemocrático de esta reciente reforma constitucional, podemos determinar, que los delincuentes están en el gobierno y las estructuras que los secundan. El derecho a la rebelión, está reconocido desde hace más de dos siglos por el derecho internacional, a través por ejemplo de la “Declaración de los derechos del hombre y del ciudadano” de 1793. Su función es hacer prevalecer el derecho de rebelarse por el bien común, ante situaciones como la que estamos viviendo. Ante la rebeldía golpista de los de arriba, el derecho de rebelión de las de abajo. Nuestro compromiso es con el bien común y por eso, siguiendo nuestro deber legítimo como ciudadanas, nos declaramos rebeldes a la constitución, insumisos al Estado y desobedientes a toda autoridad que lo represente. Es por ello que nos declaramos ciudadanas de las asambleas populares y de las asambleas de proyectos postcapitalistas en las que participamos. Es de esta manera como ejercemos nuestra soberanía. Nos comprometemos a hacer todo lo que esté a nuestro alcance para construir un nuevo poder popular que posibilite una nueva sociedad donde las decisiones sean tomadas realmente por el pueblo. Entendemos que tras la gran acumulación de indignación que hemos vivido la mejor forma de recuperar la dignidad, es mediante la rebeldía. Entendemos como dignidad nuestra capacidad de desobedecer leyes injustas y/o contrarias al bienestar de los pueblos. Por todo ello, nos comprometemos con el llamamiento para iniciar y extender una acción de resistencia fiscal total al Estado español y hacia aquellos que lo controlan como acción consecuente para demostrar que no pagaremos “sus deudas”, porque no reconocemos esta constitución. Una desobediencia fiscal que sirva para alimentar la autogestión de las asambleas y desde éstas, dar “prioridad absoluta” a la financiación participativa de los recursos que consideramos realmente públicos. Puesto que la situación que vivimos en el Estado español, es común a muchos paises del mundo y puesto que los poderes económicos que mandan son globales, animamos a los seres humanos de todo el mundo a afirmar su derecho de rebelión mediante manifiestos como éste. La resistencia fiscal fue una de las estrategias de desobediencia civil que llevó a la India hacia la independencia del Imperio británico; ahora puede ser una estrategia clave para independizarnos a todos del capitalismo global. Ya superamos la fase de indignación, ahora somos ¡Una nueva dignidad rebelde!

Más información www.derechoderebelion.net Donde puedes adherirte al manifiesto y a las distintas formas de desobediencia civil

Descárgate aquí el manifiesto para imprimir y difundir Derecho rebelión_CAS

Si nos organizamos podemos ser capaces de crear y defender espacios libres del control y opresión del poder. Cuando lo consigamos, el Estado no quedará bloqueado inmediatamente, sino que se esforzará en reprimirnos y tumbar nuestro contrapoder para mantenerse como hegemónico. Así, estamos abriendo un espacio en el que las estrategias de acción tendrán que ser muy bien definidas para convertirse en opciones sólidas que incluyan a una parte significativa de la sociedad. En este contexto proponemos la desobediencia civil a las leyes estatales que nos afecten. Como personas individuales, como seres libres, tenemos en la desobediencia civil y en la autogestión de todas las facetas de nuestra vida, dos herramientas fundamentales de acción política: como pueblo organizado de forma masiva tenemos la responsabilidad de hacer que el entorno en el que vivimos y en el que actuamos, llegue a ser como queremos que sea. Entendemos como desobediencia civil, una acción legítima (aunque al margen de la ley) realizada de manera consciente y comunicada públicamente para poder conseguir una transformación parcial o global de la sociedad. La apuesta por la desobediencia civil es una apuesta para hacer pedagogía a través de la acción, para generar una vía constructiva de visibilizar el conflicto, para comunicar desde el ejemplo y el compromiso personal y colectivo. Se trata de una vía de acción que nos empodere como personas y que ha tenido importantes precedentes en la historia del último siglo. Una de las estrategias actuales en el marco de la desobediencia es la iniciativa “Ejerceremos el derecho de rebelión”, puesta en marcha el pasado mes de septiembre declarando la falta de legitimidad de las instituciones gestoras del Estado. Mediante el manifiesto que dio origen a esta iniciativa, se facilita el contacto entre personas que se comprometen con la insumisión al Estado y la desobediencia a todas las leyes y a todas las políticas que consideramos injustas. La organización de la iniciativa se ha gestado de manera asamblearia, fomentando los procesos de construcción colaborativa para facilitar distintas acciones de desobediencia y el acceso a varias herramientas que puedan guiar el proceso. De esta manera, el encuentro periódico en asambleas y el trabajo colaborativo a través de la red ha permitido que numerosas personas de diferentes partes del mundo y en especial personas del Estado español, puedan compartir y trabajar conjuntamente. Somos millones de personas dispuestas a actuar por lo que debemos liberarnos de nuestros miedos e inseguridades, para reconocer públicamente nuestro compromiso y compartir con nuestro entorno la experiencia de dignidad, facilitando la liberación de cada una de nosotras para vivir coherentemente con nuestros ideales.

Desobediencia económica para la autogestión

La propuesta del Derecho de Rebelión no es sólo una propuesta de desobediencia civil coordinada, sino que, además, es una estrategia de acción que quiere profundizar en una visión del mundo comprometida con la autogestión y la construcción de alternativas al capitalismo. Por eso ya en el manifiesto llamamos a la resistencia fiscal total al Estado, para redirigir los impuestos hacia la autogestión fiscal desde las asambleas populares locales, mucho más merecedoras de la soberanía que las instituciones gubernamentales que someten a la población. (pàg 16) Desde derechoderebelion.net se ha coordinado la creación del manual de desobediencia económica que podéis encontrar en: http://www.derechoderebelion.net/manual y actualmente se está iniciando la creación de oficinas de desobediencia económica, como herramienta de apoyo a iniciativas como la insumisión fiscal, la autoorganización de los deudores, y la insolvencia como forma de acción (pàg 17)

Ejerceremos el derecho de rebelión.

Súmate al manifiesto de una nueva dignidad rebelde

“Cuando el gobierno viola los derechos del pueblo la Insurrección es para el pueblo y para cada porción del pueblo, el más sagrado de sus derechos y el más indispensable de sus deberes” (Declaración de los derechos del hombre y del ciudadano de 1793) La ya actual constitución española, dictada por el capital internacional y aprobada a espaldas del pueblo, no sólo no nos representa, sino que no la reconocemos como vinculante para nosotras. En su artículo 135.3 dice que “Los créditos para satisfacer los intereses y el capital de la deuda pública de las Administraciones se entenderán siempre incluidos en el estado de gastos de sus presupuestos y su pago gozará de prioridad absoluta” Con la aprobación sin referéndum de este cambio constitucional, se ha demostrado de manera definitiva que la soberanía popular no controla el estado, el cual ha sido secuestrado por el poder económico. Un gobierno que actúa en beneficio de unos pocos es ilegítimo. Según el código penal español: “Son reos del delito de rebelión los que se alzaren violenta y públicamente para cualquiera de los fines siguientes: Derogar, suspender o modificar total o parcialmente la Constitución” Por ello y dado el carácter precipitado, interesado y antidemocrático de esta reciente reforma constitucional, podemos determinar, que los delincuentes están en el gobierno y las estructuras que los secundan. El derecho a la rebelión, está reconocido desde hace más de dos siglos por el derecho internacional, a través por ejemplo de la “Declaración de los derechos del hombre y del ciudadano” de 1793. Su función es hacer prevalecer el derecho de rebelarse por el bien común, ante situaciones como la que estamos viviendo. Ante la rebeldía golpista de los de arriba, el derecho de rebelión de las de abajo. Nuestro compromiso es con el bien común y por eso, siguiendo nuestro deber legítimo como ciudadanas, nos declaramos rebeldes a la constitución, insumisos al Estado y desobedientes a toda autoridad que lo represente. Es por ello que nos declaramos ciudadanas de las asambleas populares y de las asambleas de proyectos postcapitalistas en las que participamos. Es de esta manera como ejercemos nuestra soberanía. Nos comprometemos a hacer todo lo que esté a nuestro alcance para construir un nuevo poder popular que posibilite una nueva sociedad donde las decisiones sean tomadas realmente por el pueblo. Entendemos que tras la gran acumulación de indignación que hemos vivido la mejor forma de recuperar la dignidad, es mediante la rebeldía. Entendemos como dignidad nuestra capacidad de desobedecer leyes injustas y/o contrarias al bienestar de los pueblos. Por todo ello, nos comprometemos con el llamamiento para iniciar y extender una acción de resistencia fiscal total al Estado español y hacia aquellos que lo controlan como acción consecuente para demostrar que no pagaremos “sus deudas”, porque no reconocemos esta constitución. Una desobediencia fiscal que sirva para alimentar la autogestión de las asambleas y desde éstas, dar “prioridad absoluta” a la financiación participativa de los recursos que consideramos realmente públicos. Puesto que la situación que vivimos en el Estado español, es común a muchos paises del mundo y puesto que los poderes económicos que mandan son globales, animamos a los seres humanos de todo el mundo a afirmar su derecho de rebelión mediante manifiestos como éste. La resistencia fiscal fue una de las estrategias de desobediencia civil que llevó a la India hacia la independencia del Imperio británico; ahora puede ser una estrategia clave para independizarnos a todos del capitalismo global. Ya superamos la fase de indignación, ahora somos ¡Una nueva dignidad rebelde!

Más información www.derechoderebelion.net Donde puedes adherirte al manifiesto y a las distintas formas de desobediencia civil

Descárgate aquí el manifiesto para imprimir y difundir Derecho rebelión_CAS

http://www.derechoderebelion.net/3348/?lang=ca

Si ens organitzem, podrem crear i defensar espais alliberats del control i la opressió del poder. Quan ho aconseguim, l’Estat no quedarà bloquejat immediatament, sinó que s’esforçarà a reprimir-nos i a tombar el nostre contra-poder per a mantenir-se en l’hegemonia. Per tant, estem obrint un espai on les estratègies d’acció hauran d’estar molt ben definides, per convertir-se en opcions sòlides que incloguin una part significativa de la societat.

En aquest context, proposem la desobediència civil davant les lleis estatals que ens perjudiquin. Com a individus lliures, trobem en la desobediència civil i en l’autogestió de tots els aspectes de la vida, dues eines fonamentals d’acció política pacífica. Com a poble organitzat a gran escala tenim la responsabilitat de fer que l’entorn on vivim i actuem arribi a ser com volem que sigui.
Entenem per desobediència civil tota acció legítima (encara que sigui il·legal) realitzada de manera conscient i comunicada públicament amb l’objectiu d’aconseguir una transformació parcial o global de la societat. L’aposta per la desobediència civil és una aposta per fer pedagogia a través de l’acció, per generar una via constructiva que faci visible el conflicte, per comunicar des de l’exemple i el compromís personal i col·lectiu. Es tracta d’una via d’acció que ens empoderi com a persones i que ha tingut precedents importants en la història del segle passat.
Una de les estratègies actuals dins del marc de la desobediència civil és la iniciativa “Exercirem el dret de rebel·lió”, posada en marxa el mes de setembre passat proclamant la falta de legitimitat de les institucions gestores de l’Estat. Mitjançant el manifest que va donar origen a la iniciativa, es facilita el contacte entre persones que es comprometen amb la insubmissió a l’Estat i amb la desobediència a totes les lleis i polítiques que considerem injustes.
L’organització d’aquesta iniciativa s’ha gestat de manera assembleària, fomentant processos de construcció col·laborativa que promoguin diferents accions de desobediència i l’accés a diverses eines que ajudin a guiar el procés. D’aquesta manera, la trobada periòdica en assemblees i la feina col·laborativa a través de la xarxa, ha permès que moltes persones d’arreu del món, sobretot de l’Estat espanyol, puguin compartir i treballar conjuntament.
Som milions de persones disposades a actuar, per això ens hem d’alliberar de les pors i les inseguretats i reconèixer públicament el nostre compromís i compartir amb el nostre entorn l’experiència de la dignitat, facilitant l’alliberament de cada una de nosaltres per viure amb coherència amb els nostres ideals.
Desobediència econòmica per a l’autogestió.
La proposta del Dret de Rebel·lió no és només una proposta de desobediència civil coordinada, sinó que, a més, és una estratègia d’acció que vol aprofundir en una visió del món compromesa amb l’autogestió i la construcció d’alternatives al capitalisme. Per això, ja des del manifest cridem a la insubmissió fiscal total a l’Estat, per redirigir els impostos cap a l’autogestió fiscal des de les assemblees populars locals, molt més meritòries de la sobirania popular que no les institucions governamentals que sotmeten la població (pàg. 16).
Des de derechoderebelion.net s’ha coordinat la creació del manual de desobediència econòmica que podeu trobar a http://www.derechoderebelion.net/manual, i actualment s’està iniciant la creació d’oficines de desobediència econòmica com a eina per recolzar iniciatives com la insubmissió fiscal, l’auto-organització dels deutors i la insolvència com a forma d’acció (pàg. 17).

Exercirem el dret de rebel·lió.

Suma’t al manifest d’una nova dignitat rebel.

“Quan el govern viola els drets del poble la Insurrecció és per al poble i per a cada porció del poble, el més sagrat dels seus drets i el més indispensable dels seus deures” (Declaració dels drets de l’home i del ciutadà de 1793).
La ja actual constitució espanyola, dictada pel capital internacional i aprovada a esquenes del poble, no només no ens representa, sinó que no la reconeixem com a vinculant per a nosaltres.
En el seu article 135.3 diu que “Els crèdits per satisfer els interessos i el capital del deute públic de les administracions s’entendran sempre inclosos en l’estat de despeses dels seus pressupostos i el seu pagament gaudirà de prioritat absoluta”.
Amb l’aprovació sense referèndum d’aquest canvi constitucional, s’ha demostrat de manera definitiva que la sobirania popular no controla l’estat, el qual ha estat segrestat pel poder econòmic.
Un govern que actua en benefici d’uns pocs és il.legítim.
Segons el codi penal espanyol:
“Són reus del delicte de rebel.lió els qui s’alcin violentament i públicament per a qualsevol de les finalitats següents:
Derogar, suspendre o modificar totalment o parcialment la Constitució ”
Per això i donat el caràcter precipitat, interessat i antidemocràtic d’aquesta recent reforma constitucional, podem determinar que els delinqüents estan en el govern i les estructures que els secunden.
El dret a la rebel·lió, està reconegut des de fa més de dos segles pel dret internacional, a través per exemple de la “Declaració dels drets de l’home i del ciutadà” de 1793. La seva funció és fer prevaler el dret de plantar cara pel bé comú, davant situacions com la que estem vivint.
Davant la rebel·lia colpista dels de dalt, el dret de revolta de les de sota.
El nostre compromís és amb el bé comú i per això, seguint el nostre deure legítim com a ciutadanes, ens declarem rebels a la constitució, insubmises a l’Estat i desobedients a tota autoritat que el representi. És per això que ens declarem ciutadanes de les assemblees populars i de les assemblees dels projectes postcapitalistes en què participem. És d’aquesta manera com exercim la nostra sobirania.
Ens comprometem a fer tot el que estigui al nostre abast per construir un nou poder popular que faci possible una nova societat on les decisions siguin preses realment pel poble.
Entenem que després de la gran acumulació d’indignació que hem viscut, la millor forma de recuperar la dignitat és mitjançant la rebel.lia.
Entenem com a dignitat la nostra capacitat de desobeir lleis injustes i/o contràries al benestar dels pobles.
Per tot això, ens comprometem amb la crida per iniciar i estendre una acció de resistència fiscal total a l’Estat espanyol i cap a aquells que el controlen com a acció conseqüent per demostrar que no pagarem “els seus deutes”, perquè no reconeixem aquesta constitució. Una desobediència fiscal que serveixi per alimentar l’autogestió de les assemblees i des d’aquestes, donar “prioritat absoluta” al finançament participatiu dels recursos que considerem realment públics.
Com que la situació que vivim a l’Estat espanyol és comú a molts països del món i com que els poders econòmics que manen són globals, animem als éssers humans de tot el món a afirmar el seu dret de rebel·lió mitjançant manifestos com aquest.
La resistència fiscal va ser una de les estratègies de desobediència civil que va portar l’Índia cap a la independència de l’Imperi britànic; ara pot ser una estratègia clau per a independitzar-nos totes del capitalisme global.
Ja hem superat la fase d’indignació, ara som una nova dignitat rebel!
Descarrega’t aquí el manifest per imprimir i difondre Dret rebel·lió_CAT

Si ens organitzem, podrem crear i defensar espais alliberats del control i la opressió del poder. Quan ho aconseguim, l’Estat no quedarà bloquejat immediatament, sinó que s’esforçarà a reprimir-nos i a tombar el nostre contra-poder per a mantenir-se en l’hegemonia. Per tant, estem obrint un espai on les estratègies d’acció hauran d’estar molt ben definides, per convertir-se en opcions sòlides que incloguin una part significativa de la societat.
En aquest context, proposem la desobediència civil davant les lleis estatals que ens perjudiquin. Com a individus lliures, trobem en la desobediència civil i en l’autogestió de tots els aspectes de la vida, dues eines fonamentals d’acció política pacífica. Com a poble organitzat a gran escala tenim la responsabilitat de fer que l’entorn on vivim i actuem arribi a ser com volem que sigui.
Entenem per desobediència civil tota acció legítima (encara que sigui il·legal) realitzada de manera conscient i comunicada públicament amb l’objectiu d’aconseguir una transformació parcial o global de la societat. L’aposta per la desobediència civil és una aposta per fer pedagogia a través de l’acció, per generar una via constructiva que faci visible el conflicte, per comunicar des de l’exemple i el compromís personal i col·lectiu. Es tracta d’una via d’acció que ens empoderi com a persones i que ha tingut precedents importants en la història del segle passat.
Una de les estratègies actuals dins del marc de la desobediència civil és la iniciativa “Exercirem el dret de rebel·lió”, posada en marxa el mes de setembre passat proclamant la falta de legitimitat de les institucions gestores de l’Estat. Mitjançant el manifest que va donar origen a la iniciativa, es facilita el contacte entre persones que es comprometen amb la insubmissió a l’Estat i amb la desobediència a totes les lleis i polítiques que considerem injustes.
L’organització d’aquesta iniciativa s’ha gestat de manera assembleària, fomentant processos de construcció col·laborativa que promoguin diferents accions de desobediència i l’accés a diverses eines que ajudin a guiar el procés. D’aquesta manera, la trobada periòdica en assemblees i la feina col·laborativa a través de la xarxa, ha permès que moltes persones d’arreu del món, sobretot de l’Estat espanyol, puguin compartir i treballar conjuntament.
Som milions de persones disposades a actuar, per això ens hem d’alliberar de les pors i les inseguretats i reconèixer públicament el nostre compromís i compartir amb el nostre entorn l’experiència de la dignitat, facilitant l’alliberament de cada una de nosaltres per viure amb coherència amb els nostres ideals.
Desobediència econòmica per a l’autogestió.
La proposta del Dret de Rebel·lió no és només una proposta de desobediència civil coordinada, sinó que, a més, és una estratègia d’acció que vol aprofundir en una visió del món compromesa amb l’autogestió i la construcció d’alternatives al capitalisme. Per això, ja des del manifest cridem a la insubmissió fiscal total a l’Estat, per redirigir els impostos cap a l’autogestió fiscal des de les assemblees populars locals, molt més meritòries de la sobirania popular que no les institucions governamentals que sotmeten la població (pàg. 16).
Des de derechoderebelion.net s’ha coordinat la creació del manual de desobediència econòmica que podeu trobar a http://www.derechoderebelion.net/manual, i actualment s’està iniciant la creació d’oficines de desobediència econòmica com a eina per recolzar iniciatives com la insubmissió fiscal, l’auto-organització dels deutors i la insolvència com a forma d’acció (pàg. 17).

Exercirem el dret de rebel·lió.

Suma’t al manifest d’una nova dignitat rebel.

“Quan el govern viola els drets del poble la Insurrecció és per al poble i per a cada porció del poble, el més sagrat dels seus drets i el més indispensable dels seus deures” (Declaració dels drets de l’home i del ciutadà de 1793).
La ja actual constitució espanyola, dictada pel capital internacional i aprovada a esquenes del poble, no només no ens representa, sinó que no la reconeixem com a vinculant per a nosaltres.
En el seu article 135.3 diu que “Els crèdits per satisfer els interessos i el capital del deute públic de les administracions s’entendran sempre inclosos en l’estat de despeses dels seus pressupostos i el seu pagament gaudirà de prioritat absoluta”.
Amb l’aprovació sense referèndum d’aquest canvi constitucional, s’ha demostrat de manera definitiva que la sobirania popular no controla l’estat, el qual ha estat segrestat pel poder econòmic.
Un govern que actua en benefici d’uns pocs és il.legítim.
Segons el codi penal espanyol:
“Són reus del delicte de rebel.lió els qui s’alcin violentament i públicament per a qualsevol de les finalitats següents:
Derogar, suspendre o modificar totalment o parcialment la Constitució “
Per això i donat el caràcter precipitat, interessat i antidemocràtic d’aquesta recent reforma constitucional, podem determinar que els delinqüents estan en el govern i les estructures que els secunden.
El dret a la rebel·lió, està reconegut des de fa més de dos segles pel dret internacional, a través per exemple de la “Declaració dels drets de l’home i del ciutadà” de 1793. La seva funció és fer prevaler el dret de plantar cara pel bé comú, davant situacions com la que estem vivint.
Davant la rebel·lia colpista dels de dalt, el dret de revolta de les de sota.
El nostre compromís és amb el bé comú i per això, seguint el nostre deure legítim com a ciutadanes, ens declarem rebels a la constitució, insubmises a l’Estat i desobedients a tota autoritat que el representi. És per això que ens declarem ciutadanes de les assemblees populars i de les assemblees dels projectes postcapitalistes en què participem. És d’aquesta manera com exercim la nostra sobirania.
Ens comprometem a fer tot el que estigui al nostre abast per construir un nou poder popular que faci possible una nova societat on les decisions siguin preses realment pel poble.
Entenem que després de la gran acumulació d’indignació que hem viscut, la millor forma de recuperar la dignitat és mitjançant la rebel.lia.
Entenem com a dignitat la nostra capacitat de desobeir lleis injustes i/o contràries al benestar dels pobles.
Per tot això, ens comprometem amb la crida per iniciar i estendre una acció de resistència fiscal total a l’Estat espanyol i cap a aquells que el controlen com a acció conseqüent per demostrar que no pagarem “els seus deutes”, perquè no reconeixem aquesta constitució. Una desobediència fiscal que serveixi per alimentar l’autogestió de les assemblees i des d’aquestes, donar “prioritat absoluta” al finançament participatiu dels recursos que considerem realment públics.
Com que la situació que vivim a l’Estat espanyol és comú a molts països del món i com que els poders econòmics que manen són globals, animem als éssers humans de tot el món a afirmar el seu dret de rebel·lió mitjançant manifestos com aquest.
La resistència fiscal va ser una de les estratègies de desobediència civil que va portar l’Índia cap a la independència de l’Imperi britànic; ara pot ser una estratègia clau per a independitzar-nos totes del capitalisme global.
Ja hem superat la fase d’indignació, ara som una nova dignitat rebel!

Descarrega’t aquí el manifest per imprimir i difondre Dret rebel·lió_CAT

http://www.derechoderebelion.net/3349/?lang=ca

Se nos organizamos, podemos ser capazes de criar e defender espaços livres do controlo e da opressão do poder. Quando conseguirmos fazê-lo, o Estado não ficará imediatamente bloqueado; esforçar-se-á por reprimir-nos e demolir o nosso contrapoder de modo a manter a sua hegemonia. Estamos assim a abrir um espaço onde as estratégias de acção terão de ser muito bem definidas para se converterem em opções sólidas que incluam uma parte significativa da sociedade.



No contexto actual, propomos a desobediência civil às leis estatais que nos afectem. Como pessoas individuais, como seres livres, encontramos na desobediência civil e na autogestão de todos os aspectos da nossa vida dois instrumentos fundamentais de acção política: como pessoas organizadas de forma massiva temos a responsabilidade de fazer com que o meio em que vivemos e actuamos chegue a ser tal como queremos que seja.

Entendemos por desobediência civil uma acção legítima (se bem que à margem da lei) realizada de maneira consciente e comunicada publicamente de modo a poder alcançar uma transformaçãoparcial ou global da sociedade.

A aposta pela desobediência civil é uma aposta pela pedagogia através da acção para gerar uma via construtiva de visibilização do conflito, para comunicar a partir do exemplo e do compromisso pessoal e colectivo. Trata-se de uma via de acção que nos torne mais capazes como pessoas, uma via com precedentes importantes na história do último século.

Uma das estratégias actuais no contexto da desobediência é a iniciativa “Vamos exercer o direito de rebelião”, posta em marcha no passado mês de Setembro, declarando a falta de legitimidade das instituições que gerem o Estado. Mediante o manifesto que deu origem a essa iniciativa, facilita-se o contacto entre pessoas que se comprometem com a insubmissão ao Estado e a desobediência a todas as leis e a todas as políticas que consideramos injustas.

A organização da iniciativa foi gerada em assembleias, fomentando os processos de construção colaborativa para facilitar diferentes acções de desobediência e o acesso a várias ferramentas que possam orientar o processo. Assim sendo, o encontro periódico em assembleias e o trabalho de colaboração em rede permitiu que numerosas pessoas de diversas partes do mundo e, em especial, do Estado espanhol possam actualmente partilhar e trabalhar em conjunto.

Somos milhões de pessoas dispostas a actuar, pelo que devemos libertar-nos dos nossos medos e inseguranças para reconhecer publicamente o nosso compromisso e partilhar com o nosso meio esta experiência de dignidade, facilitando a libertação de cada uma e de cada um de nós para viver de forma coerente com os nossos ideais.

 Desobediência económica para a autogestão

A proposta do Direito de Rebelião não é só uma proposta de desobediência civil coordenada, mas, além disso, é uma estratégia de acção que quer aprofundar uma visão do mundo comprometida com a autogestão e com a construção de alternativas ao capitalismo. Por isso, já no próprio manifesto fazemos um chamamento à resistência fiscal total ao Estado, para destinar os impostos à autogestão fiscal a partir das assembleias populares locais, muito mais merecedoras da soberania do que as instituições governamentais que nos submetem. (pág. 16)

A partir de derechoderebelion.net coordenou-se a criação do manual de desobediência económica que se pode encontrar em: http://www.derechoderebelion.net/manuale actualmente está-se a dar início à criação de gabinetes de desobediência económica, como ferramenta de apoio a iniciativas tais como a insubmissão fiscal, a auto-organização dos devedores e a insolvência como forma de acção (pág. 17)

Vamos exercer o direito de rebelião.

Una-se ao manifesto por uma nova dignidade rebelde

“Quando o governo viola os direitos do povo, a Insurreição é para o povo e para cada parte do povo o mais sagrado dos seus direitos e o mais indispensável dos seus deveres” (Declaração dos direitos do homem e do cidadão de 1793)

A actual constituição espanhola, ditada pelo capital internacional e aprovada de costas viradas para o povo, não só não nos representa, como não reconhecemos que seja vinculativa no que nos diz respeito.

No seu artigo 135.3 afirma que “Os créditos para satisfazer os juros e o capital da dívida pública das Administrações considerar-se-ão sempre incluídos no estado de despesas dos seus orçamentos e o seu pagamento desfrutará de prioridade absoluta”.
 
Com a aprovação sem referendo desta mudança constitucional, demonstrou-se de maneira definitiva que a soberania popular não controla o estado, raptado pelo poder económico. Um governo que actua em benefício de uma minoria é ilegítimo. 
De acordo com o código penal espanhol, 
”São réus do delito de rebelião aqueles que se levantarem violenta e publicamente para qualquer das seguintes finalidades: revogar, suspender ou modificar total ou parcialmente a Constituição”.

Por isso, e dado o carácter precipitado, interessado e antidemocrático desta recente reforma constitucional, podemos determinar que os delinquentes estão no governo e nas estruturas que os apoiam
.
O direito à rebelião está reconhecido desde há mais de dois séculos pelo direito internacional, por exemplo através da “Declaração dos direitos do homem e do cidadão” de 1793.

A sua função é fazer prevalecer o direito de rebelar-se pelo bem comum ante situações como a que estamos a viver actualmente: perante a rebeldia golpista dos que estão lá em cima, o direito de rebelião das de cá de baixo. O compromisso que temos é com o bem comum e por isso, seguindo o nosso dever legítimo como cidadãos e cidadãs, declaramo-nos rebeldes à constituição, insubmissas ao Estado e desobedientes a qualquer autoridade que o represente. É por isso que nos declaramos cidadãs das assembleias populares e das assembleias de projectos pós-capitalistas em que participamos. É a maneira que temos de exercer a nossa soberania.

Comprometemo-nos a fazer tudo o que estiver ao nosso alcance para construir um novo poder popular que possibilite uma nova sociedade onde as decisões sejam realmente tomadas pelo povo. 
Consideramos que, após a crescente de indignação que temos vindo a acumular, a melhor forma de recuperar a dignidade é mediante a rebeldia. Entendemos por dignidade a nossa capacidade de desobedecer a leis injustas e/ou contrárias ao bem-estar dos povos.

Por tudo isto, comprometemo-nos com o chamamento a iniciar e a alastrar uma acção de resistência fiscal total ao Estado e a quem o controla como acção consequente para demonstrar que não pagaremos “as suas dívidas”, porque não reconhecemos esta constituição [N.T. no caso espanhol]: uma desobediência fiscal que sirva para alimentar a gestão autónoma das assembleias e, a partir destas, dar “prioridade absoluta” ao financiamento participativo dos recursos que consideramos realmente públicos. 
Como a situação que vivemos no Estado espanhol é comum a muitos países do mundo e uma vez que os poderes económicos que governam são globais, incentivamos os seres humanos de todo o mundo a afirmar o seu direito de rebelião mediante este tipo de manifestos.
 A resistência fiscal foi uma das estratégias de desobediência civil que levou a India a alcançar a independência relativamente ao império britânico; agora pode ser uma estratégia chave para nos tornarmos independentes em relação ao capitalismo global.

A fase de estarmos indignados já passou, agora somos uma nova dignidade à revelia.

Mais informação www.derechoderebelion.net

Aqui pode conhecer melhor o manifesto, subscrevê-lo e aderir às diferentes formas de desobediência civil.

Se nos organizamos, podemos ser capazes de criar e defender espaços livres do controlo e da opressão do poder. Quando conseguirmos fazê-lo, o Estado não ficará imediatamente bloqueado; esforçar-se-á por reprimir-nos e demolir o nosso contrapoder de modo a manter a sua hegemonia. Estamos assim a abrir um espaço onde as estratégias de acção terão de ser muito bem definidas para se converterem em opções sólidas que incluam uma parte significativa da sociedade.

No contexto actual, propomos a desobediência civil às leis estatais que nos afectem. Como pessoas individuais, como seres livres, encontramos na desobediência civil e na autogestão de todos os aspectos da nossa vida dois instrumentos fundamentais de acção política: como pessoas organizadas de forma massiva temos a responsabilidade de fazer com que o meio em que vivemos e actuamos chegue a ser tal como queremos que seja.

Entendemos por desobediência civil uma acção legítima (se bem que à margem da lei) realizada de maneira consciente e comunicada publicamente de modo a poder alcançar uma transformaçãoparcial ou global da sociedade.

A aposta pela desobediência civil é uma aposta pela pedagogia através da acção para gerar uma via construtiva de visibilização do conflito, para comunicar a partir do exemplo e do compromisso pessoal e colectivo. Trata-se de uma via de acção que nos torne mais capazes como pessoas, uma via com precedentes importantes na história do último século.

Uma das estratégias actuais no contexto da desobediência é a iniciativa “Vamos exercer o direito de rebelião”, posta em marcha no passado mês de Setembro, declarando a falta de legitimidade das instituições que gerem o Estado. Mediante o manifesto que deu origem a essa iniciativa, facilita-se o contacto entre pessoas que se comprometem com a insubmissão ao Estado e a desobediência a todas as leis e a todas as políticas que consideramos injustas.

A organização da iniciativa foi gerada em assembleias, fomentando os processos de construção colaborativa para facilitar diferentes acções de desobediência e o acesso a várias ferramentas que possam orientar o processo. Assim sendo, o encontro periódico em assembleias e o trabalho de colaboração em rede permitiu que numerosas pessoas de diversas partes do mundo e, em especial, do Estado espanhol possam actualmente partilhar e trabalhar em conjunto.

Somos milhões de pessoas dispostas a actuar, pelo que devemos libertar-nos dos nossos medos e inseguranças para reconhecer publicamente o nosso compromisso e partilhar com o nosso meio esta experiência de dignidade, facilitando a libertação de cada uma e de cada um de nós para viver de forma coerente com os nossos ideais.

 Desobediência económica para a autogestão

A proposta do Direito de Rebelião não é só uma proposta de desobediência civil coordenada, mas, além disso, é uma estratégia de acção que quer aprofundar uma visão do mundo comprometida com a autogestão e com a construção de alternativas ao capitalismo. Por isso, já no próprio manifesto fazemos um chamamento à resistência fiscal total ao Estado, para destinar os impostos à autogestão fiscal a partir das assembleias populares locais, muito mais merecedoras da soberania do que as instituições governamentais que nos submetem. (pág. 16)

A partir de derechoderebelion.net coordenou-se a criação do manual de desobediência económica que se pode encontrar em: http://www.derechoderebelion.net/manuale actualmente está-se a dar início à criação de gabinetes de desobediência económica, como ferramenta de apoio a iniciativas tais como a insubmissão fiscal, a auto-organização dos devedores e a insolvência como forma de acção (pág. 17)

Vamos exercer o direito de rebelião.

Una-se ao manifesto por uma nova dignidade rebelde

“Quando o governo viola os direitos do povo, a Insurreição é para o povo e para cada parte do povo o mais sagrado dos seus direitos e o mais indispensável dos seus deveres” (Declaração dos direitos do homem e do cidadão de 1793)

A actual constituição espanhola, ditada pelo capital internacional e aprovada de costas viradas para o povo, não só não nos representa, como não reconhecemos que seja vinculativa no que nos diz respeito.

No seu artigo 135.3 afirma que “Os créditos para satisfazer os juros e o capital da dívida pública das Administrações considerar-se-ão sempre incluídos no estado de despesas dos seus orçamentos e o seu pagamento desfrutará de prioridade absoluta”.
 
Com a aprovação sem referendo desta mudança constitucional, demonstrou-se de maneira definitiva que a soberania popular não controla o estado, raptado pelo poder económico. Um governo que actua em benefício de uma minoria é ilegítimo. 
De acordo com o código penal espanhol, 
”São réus do delito de rebelião aqueles que se levantarem violenta e publicamente para qualquer das seguintes finalidades: revogar, suspender ou modificar total ou parcialmente a Constituição”.

Por isso, e dado o carácter precipitado, interessado e antidemocrático desta recente reforma constitucional, podemos determinar que os delinquentes estão no governo e nas estruturas que os apoiam
.
O direito à rebelião está reconhecido desde há mais de dois séculos pelo direito internacional, por exemplo através da “Declaração dos direitos do homem e do cidadão” de 1793.

A sua função é fazer prevalecer o direito de rebelar-se pelo bem comum ante situações como a que estamos a viver actualmente: perante a rebeldia golpista dos que estão lá em cima, o direito de rebelião das de cá de baixo. O compromisso que temos é com o bem comum e por isso, seguindo o nosso dever legítimo como cidadãos e cidadãs, declaramo-nos rebeldes à constituição, insubmissas ao Estado e desobedientes a qualquer autoridade que o represente. É por isso que nos declaramos cidadãs das assembleias populares e das assembleias de projectos pós-capitalistas em que participamos. É a maneira que temos de exercer a nossa soberania.

Comprometemo-nos a fazer tudo o que estiver ao nosso alcance para construir um novo poder popular que possibilite uma nova sociedade onde as decisões sejam realmente tomadas pelo povo. 
Consideramos que, após a crescente de indignação que temos vindo a acumular, a melhor forma de recuperar a dignidade é mediante a rebeldia. Entendemos por dignidade a nossa capacidade de desobedecer a leis injustas e/ou contrárias ao bem-estar dos povos.

Por tudo isto, comprometemo-nos com o chamamento a iniciar e a alastrar uma acção de resistência fiscal total ao Estado e a quem o controla como acção consequente para demonstrar que não pagaremos “as suas dívidas”, porque não reconhecemos esta constituição [N.T. no caso espanhol]: uma desobediência fiscal que sirva para alimentar a gestão autónoma das assembleias e, a partir destas, dar “prioridade absoluta” ao financiamento participativo dos recursos que consideramos realmente públicos. 
Como a situação que vivemos no Estado espanhol é comum a muitos países do mundo e uma vez que os poderes económicos que governam são globais, incentivamos os seres humanos de todo o mundo a afirmar o seu direito de rebelião mediante este tipo de manifestos.
 A resistência fiscal foi uma das estratégias de desobediência civil que levou a India a alcançar a independência relativamente ao império britânico; agora pode ser uma estratégia chave para nos tornarmos independentes em relação ao capitalismo global.

A fase de estarmos indignados já passou, agora somos uma nova dignidade à revelia.

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Matxinatzeko eskubidea Desobedientzia zibileko mugimendu jendetsua sortzeko iniziatiba

Antolatuz gero boterearen zapalkuntza eta kontroletik aske diren espazioak sortu eta defendatzeko gai izan gaitezke. Hau lortzerakoan, Estatua, blokeatuta gelditu beharrean, gu itotzen eta gure kontrako boterea deuseztatzen saiatuko da, hegemoniko mantentzeko asmoarekin. Modu honetan espazio berri bat irekitzen ari gara, eta bertan ekintza estrategiak oso ongi definituak izan beharko dira gizartearen zati garrantzitsua barne hartzen duen aukera bihurtuko badira. Testuinguru honetan eragiten diguten estatu legeei desobedientzia zibila proposatzen dugu. Pertsona indibidual eta izaki aske bezala, desobedientzia zibila eta geure bizitzako esparru guztietako autogestioa ditugu ekintza politikorako funtsezko bi tresna: antolatutako herria osatzen dugu eta gure ardura da bizi garen ingurunea nahi dugun bezala izatea lortzea. Desobedientzia zibila ekintza legitimoa da (legez kanpokoa izan arren), kontzientea, eta publikoki jakinarazita gizartearen eraldaketa partzial edo globala lortzeko. Desobedientzia zibilaren bidez, adibidea eta konpromiso pertsonal eta kolektiboa oinarri, ekintza erabiltzen dugu pedagogia egiteko eta gatazka erakusteko bide eraikitzaile bat sortzeko.

Ekintza bide honek pertsona bezala boterea berreskuratzea ahalbidetuko digu, eta aurrekari garrantzitsuak izan ditu azken mendean. “Matxinada eskubidea erabiliko dugu” iniziatiba aurreko irailean martxan jarri zen eta Estatuko kudeaketa instituzioen legitimitate falta deklaratzen du, desobedientziaren esparruko estrategia bat bezala. Iniziatiba honen abiapuntu izan zen manifestuaren bidez, bidegabeko lege eta politikei desobedientziarekin eta Estatuarekiko intsumisioarekin arduratzen den jendearen arteko kontaktua errazten da. Iniziatibaren antolaketa modu asanblearioan garatu da, lankidetza eraikuntza prozesuak sustatuz, desobedientzia ekintza ezberdinak errazteko eta prozesua bideratu dezaketen tresnak eskuragarri egiteko. Horrela, sarean zeharreko batzar eta lankidetzaren bidez munduko leku ezberdinetako jendeak, bereziki espainiar Estatukoak, elkarbanatzea eta elkarrekin lan egitea ahalbidetu da. Milioika pertsona gara lan egiteko prest.

Ondorioz, geure beldurrak ahaztu behar ditugu, geure konpromisoa publikoki onartzeko eta dignitatearen esperientzia gure ingurukoekin banatzeko. Horrela gutako bakoitzaren askapena erraztuko dugu geure idealekin modu koherentean bizitzeko.

Autogestiorako desobedientzia ekonomikoa

Matxinatzeko eskubidearen proposamena ez da desobedientzia zibil koordinatuko proposamen soila. Honez gain, autogestioa eta kapitalismoaren alternatibak eraikitzea helburu dituen ikuspuntuan sakontzeko ekintza estrategia da. Arrazoi honengatik, manifestuan ere, Estatuari erresistentzia fiskala proposatzen dugu, zergak batzar herrikoi lokalen autogestio fiskalerantz bideratzeko, herritarrak menderatzen dituen gobernuko instituzioak baino subiranotasun gehiago merezi dutenak.

Matxinatzeko eskubidea erabiliko dugu.

Batu zaitez duintasun matxino berriaren manifestuari

“Gobernuak herriaren eskubideak urratzen dituenean matxinada da herria eta herriaren zati bakoitzaren eskubiderik sakratuena eta ezinbesteko betebeharra” (Gizakien eta Herritarren Eskubideen Adierazpena, 1793) Egungo konstituzio espainiarrak, nazioarteko kapitalak inposatua eta herriarengandik ezkutuan onartua izan zena, ez gaitu ordezkatzen eta gainera ez dugu onartzen. Konstituzioko 135.5 artikuluak dio “Administrazioaren zorren interes eta kapitala asetzeko kredituak aurrekontuen egoeren gastuen barruan egongo dira eta hauek ordaintzea lehentasuna izango da”. Erreferendum gabeko onartutako aldaketa konstituzionalarekin, behin betiko frogatu digute herriaren burujabetasunak ez duela estatua kontrolatzen, estatua botere ekonomikoak bahitu baitu. Gutxi batzuen onurarako jokatzen duen gobernua ez da legitimoa. Zigor Kode espainiarraren arabera: “Matxinada-delituko errudunak izango dira hurrengo helburuetarako bortizki eta publikoki altxatzen direnak: Konstituzioa indargabetu, kendu edo bere osotasunean edo zatika aldatzea.” Horregatik, eta erreforma konstituzional honen izaera interesatu, antidemokratiko eta presazkoa dela eta, zehaztu dezakegu gaizkileak gobernuan eta berau eratzen duten egituretan daudela. Bi mende baino gehiago dira nazioarteko eskubideak matxinatzeko eskubidea onartu zuela, adibidez 1793. urteko “Gizakien eta Herritarren Eskubideen Adierazpena” agirian agertzen den bezala. Bizi dugun egoeraren aurrean, matxinatzeko eskubidea bermatzea da bere zeregina. Goikoen asaldura kolpistaren aurrean, behekoen matxinatzeko eskubidea aldarrikatzen dugu. Guztion ongizatearen aldeko konpromisoa dugu eta horregatik, herritarron eskubide legitimoa den bezala, konstituzioarekiko errebelde, estatuarekiko intsumiso eta ordezkatzen duen edozein autoritatearekiko desobediente aldarrikatzen dugu geure burua. Beraz osatzen ditugun herri asanblada eta beste proiektu postkapitalistetako asanbladetako herritartzat aldarrikatzen gara. Modu honetan gure burujabetza gauzatuko dugu. Gure esku dagoen guztia egingo dugu botere herritar berri bat eraikitzeko, era honetan, erabakiak herriak hartuko dituen gizartea sortzeko helburuarekin. Matxinatzea iruditzen zaigu, urte luzeen zehar metatu dugun suminaren ostean, duintasuna berreskuratzeko modurik egokiena. Herrien ongizatearen kontra edo bidezkoak ez diren legeak desobeditzeko ahalmena da gure duintasunaren oinarri. Horrengatik guztiagatik, estatu espainiarrarekiko eta berau kontrolatzen dutenen kontrako erresistentzia fiskala gauzatzeko deialdiarekin konpromisoa hartzen dugu, era honetan argi utzi nahi diegu ez ditugula euren zorrak ordainduko, konstituzioa ez baitugu onartzen. Asanbladen autogestioa bultzatuko duen desobedientzia fiskala proposatzen dugu, asanbladetatik bertatik, benetan publikotzat ditugun baliabideak era parte-hartzailean finantzatzeko. Estatu espainiarrean bizi dugun egoera beste herrialde askotan ere errepikatzen dela badakigu, eta agintzen duten botere ekonomikoak globalak direnez, gizaki guztiak bultzatzen ditugu euren matxinatzeko eskubidea aldarrikatzera hau bezalako manifestuen bidez. Erresistentzia fiskala Indiaren independentzia gatazkan erabilitako estrategia arrakastatsua izan zen; egun ere estrategia funtsezkoa izan daiteke kapitalismo globaletik independentzia lortzeko. Haserrearen fasea dagoeneko gainditu dugu, eta orain duintasun matxino berria gara! Informazio gehiago: www.derechodrebelion.net Hemen manifestura eta desobedientzia zibileko forma ezberdinetara atxiki zaitezke.

Matxinatzeko eskubidea Desobedientzia zibileko mugimendu jendetsua sortzeko iniziatiba

Antolatuz gero boterearen zapalkuntza eta kontroletik aske diren espazioak sortu eta defendatzeko gai izan gaitezke. Hau lortzerakoan, Estatua, blokeatuta gelditu beharrean, gu itotzen eta gure kontrako boterea deuseztatzen saiatuko da, hegemoniko mantentzeko asmoarekin. Modu honetan espazio berri bat irekitzen ari gara, eta bertan ekintza estrategiak oso ongi definituak izan beharko dira gizartearen zati garrantzitsua barne hartzen duen aukera bihurtuko badira. Testuinguru honetan eragiten diguten estatu legeei desobedientzia zibila proposatzen dugu. Pertsona indibidual eta izaki aske bezala, desobedientzia zibila eta geure bizitzako esparru guztietako autogestioa ditugu ekintza politikorako funtsezko bi tresna: antolatutako herria osatzen dugu eta gure ardura da bizi garen ingurunea nahi dugun bezala izatea lortzea. Desobedientzia zibila ekintza legitimoa da (legez kanpokoa izan arren), kontzientea, eta publikoki jakinarazita gizartearen eraldaketa partzial edo globala lortzeko. Desobedientzia zibilaren bidez, adibidea eta konpromiso pertsonal eta kolektiboa oinarri, ekintza erabiltzen dugu pedagogia egiteko eta gatazka erakusteko bide eraikitzaile bat sortzeko.

Ekintza bide honek pertsona bezala boterea berreskuratzea ahalbidetuko digu, eta aurrekari garrantzitsuak izan ditu azken mendean. “Matxinada eskubidea erabiliko dugu” iniziatiba aurreko irailean martxan jarri zen eta Estatuko kudeaketa instituzioen legitimitate falta deklaratzen du, desobedientziaren esparruko estrategia bat bezala. Iniziatiba honen abiapuntu izan zen manifestuaren bidez, bidegabeko lege eta politikei desobedientziarekin eta Estatuarekiko intsumisioarekin arduratzen den jendearen arteko kontaktua errazten da. Iniziatibaren antolaketa modu asanblearioan garatu da, lankidetza eraikuntza prozesuak sustatuz, desobedientzia ekintza ezberdinak errazteko eta prozesua bideratu dezaketen tresnak eskuragarri egiteko. Horrela, sarean zeharreko batzar eta lankidetzaren bidez munduko leku ezberdinetako jendeak, bereziki espainiar Estatukoak, elkarbanatzea eta elkarrekin lan egitea ahalbidetu da. Milioika pertsona gara lan egiteko prest.

Ondorioz, geure beldurrak ahaztu behar ditugu, geure konpromisoa publikoki onartzeko eta dignitatearen esperientzia gure ingurukoekin banatzeko. Horrela gutako bakoitzaren askapena erraztuko dugu geure idealekin modu koherentean bizitzeko.

Autogestiorako desobedientzia ekonomikoa

Matxinatzeko eskubidearen proposamena ez da desobedientzia zibil koordinatuko proposamen soila. Honez gain, autogestioa eta kapitalismoaren alternatibak eraikitzea helburu dituen ikuspuntuan sakontzeko ekintza estrategia da. Arrazoi honengatik, manifestuan ere, Estatuari erresistentzia fiskala proposatzen dugu, zergak batzar herrikoi lokalen autogestio fiskalerantz bideratzeko, herritarrak menderatzen dituen gobernuko instituzioak baino subiranotasun gehiago merezi dutenak.

Matxinatzeko eskubidea erabiliko dugu.

Batu zaitez duintasun matxino berriaren manifestuari

“Gobernuak herriaren eskubideak urratzen dituenean matxinada da herria eta herriaren zati bakoitzaren eskubiderik sakratuena eta ezinbesteko betebeharra” (Gizakien eta Herritarren Eskubideen Adierazpena, 1793) Egungo konstituzio espainiarrak, nazioarteko kapitalak inposatua eta herriarengandik ezkutuan onartua izan zena, ez gaitu ordezkatzen eta gainera ez dugu onartzen. Konstituzioko 135.5 artikuluak dio “Administrazioaren zorren interes eta kapitala asetzeko kredituak aurrekontuen egoeren gastuen barruan egongo dira eta hauek ordaintzea lehentasuna izango da”. Erreferendum gabeko onartutako aldaketa konstituzionalarekin, behin betiko frogatu digute herriaren burujabetasunak ez duela estatua kontrolatzen, estatua botere ekonomikoak bahitu baitu. Gutxi batzuen onurarako jokatzen duen gobernua ez da legitimoa. Zigor Kode espainiarraren arabera: “Matxinada-delituko errudunak izango dira hurrengo helburuetarako bortizki eta publikoki altxatzen direnak: Konstituzioa indargabetu, kendu edo bere osotasunean edo zatika aldatzea.” Horregatik, eta erreforma konstituzional honen izaera interesatu, antidemokratiko eta presazkoa dela eta, zehaztu dezakegu gaizkileak gobernuan eta berau eratzen duten egituretan daudela. Bi mende baino gehiago dira nazioarteko eskubideak matxinatzeko eskubidea onartu zuela, adibidez 1793. urteko “Gizakien eta Herritarren Eskubideen Adierazpena” agirian agertzen den bezala. Bizi dugun egoeraren aurrean, matxinatzeko eskubidea bermatzea da bere zeregina. Goikoen asaldura kolpistaren aurrean, behekoen matxinatzeko eskubidea aldarrikatzen dugu. Guztion ongizatearen aldeko konpromisoa dugu eta horregatik, herritarron eskubide legitimoa den bezala, konstituzioarekiko errebelde, estatuarekiko intsumiso eta ordezkatzen duen edozein autoritatearekiko desobediente aldarrikatzen dugu geure burua. Beraz osatzen ditugun herri asanblada eta beste proiektu postkapitalistetako asanbladetako herritartzat aldarrikatzen gara. Modu honetan gure burujabetza gauzatuko dugu. Gure esku dagoen guztia egingo dugu botere herritar berri bat eraikitzeko, era honetan, erabakiak herriak hartuko dituen gizartea sortzeko helburuarekin. Matxinatzea iruditzen zaigu, urte luzeen zehar metatu dugun suminaren ostean, duintasuna berreskuratzeko modurik egokiena. Herrien ongizatearen kontra edo bidezkoak ez diren legeak desobeditzeko ahalmena da gure duintasunaren oinarri. Horrengatik guztiagatik, estatu espainiarrarekiko eta berau kontrolatzen dutenen kontrako erresistentzia fiskala gauzatzeko deialdiarekin konpromisoa hartzen dugu, era honetan argi utzi nahi diegu ez ditugula euren zorrak ordainduko, konstituzioa ez baitugu onartzen. Asanbladen autogestioa bultzatuko duen desobedientzia fiskala proposatzen dugu, asanbladetatik bertatik, benetan publikotzat ditugun baliabideak era parte-hartzailean finantzatzeko. Estatu espainiarrean bizi dugun egoera beste herrialde askotan ere errepikatzen dela badakigu, eta agintzen duten botere ekonomikoak globalak direnez, gizaki guztiak bultzatzen ditugu euren matxinatzeko eskubidea aldarrikatzera hau bezalako manifestuen bidez. Erresistentzia fiskala Indiaren independentzia gatazkan erabilitako estrategia arrakastatsua izan zen; egun ere estrategia funtsezkoa izan daiteke kapitalismo globaletik independentzia lortzeko. Haserrearen fasea dagoeneko gainditu dugu, eta orain duintasun matxino berria gara! Informazio gehiago: www.derechodrebelion.net Hemen manifestura eta desobedientzia zibileko forma ezberdinetara atxiki zaitezke.

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